«La scrittura esige virtù scoraggianti, sforzi, pazienza; è un'attività solitaria in cui il pubbico esiste solo come speranza».

Simone De Beauvoir, Memorie d'una ragazza perbene (trad. di Bruno Fonzi)

martedì 4 settembre 2012

Piccoli editori truffaldini, un caso

Negli ultimi mesi diversi autori che hanno firmato un contratto e in alcuni casi pubblicato un libro con la Sangel Edizioni ci hanno scritto lamentando inadempimenti contrattuali e mancata pubblicazione, nonché chiedendoci di aiutarli a svincolarsi contrattualmente per porre fine a vicende sgradevoli in cui si sono trovati loro malgrado per aver avuto a che fare con questo editore.
Abbiamo chiesto a uno di loro che ha fatto un articolato lavoro di ricerca sulla Sangel e sulla titolare della casa editrice, Sofia Riccaboni, di raccontarci la sua storia riportando tutti gli elementi che è riuscito a raccogliere di questo quadro deprimente e purtroppo estremamente rappresentativo della prassi sistematica di una certa piccola editoria italiana: approfittare dell'inesperienza e dell'ignoranza degli aspiranti autori con ogni mezzo lecito (e, vedremo di seguito, anche illecito) a scopo di lucro e a spese degli autori stessi.
Ringraziamo l'autore del pezzo che, essendo il contenzioso ancora in corso, preferisce non comparire col suo nome e cognome per non inasprire ulteriormente i rapporti con la controparte.

Se questo è un editore

Quando conobbi Sofia Riccaboni e la Sangel edizioni, cominciò una sorta di lavoro di squadra al fine di vedere pubblicata l’ennesima opera, certo d’aver trovato, finalmente, un editore serio che avrebbe saputo curarne la pubblicazione. Forse per la troppa sicumera che avevo azzardato e nonostante non mi ritenga l’ultimo degli sprovveduti, mi ritrovai ben presto a fare i conti con la realtà dei fatti: dopo aver discusso le varie clausole contrattuali e firmato il relativo accordo, l’editrice dava il via alla pubblicazione e, devo dirlo, i primi giorni si impegnò indefessamente, rimanendo in contatto col sottoscritto, facendo uscire la versione e-book sui canali di vendita online e, successivamente, anche il cartaceo.

Decisi quindi di acquistare alcune copie del mio libro direttamente dalla Sangel edizioni, pagando anticipatamente. E fu allora che cominciarono i problemi. L’editore spariva e riappariva dopo settimane, se non mesi, affermando che le copie erano in stampa, poi che il tipografo non aveva la carta e poi pure l’inchiostro, ahimè, venne a mancare. E ancora, problemi con le poste, problemi interni alla casa editrice che si stava rinnovando e cambiando editore.


Al che, un dubbio cominciò a balenare nella mia mente e, facendo delle ricerche assieme ad altri autori con problemi similari, scoprii, contattando l’Agenzia delle Entrate, che la Sangel edizioni non aveva regolare partita IVA e che quella utilizzata per firmare contratti, non era valida. E non è tutto. La Signora Riccaboni è anche titolare di una testata giornalistica non più registrata (
http://www.periodicoitaliano.info/news/) copiata spudoratamente da altra rivista online e cartacea precedentemente e regolarmente registrata (http://www.periodicoitalianomagazine.it/), e qui la prova di quanto affermo: https://www.facebook.com/note.php?note_id=134773076574494.
Alcuni autori hanno avuto l’onore (o il disonore) di lavorare per questa fantomatica “rivista” al fine di prendere il tanto agognato tesserino da Giornalista, scoprendo loro malgrado che la rivista era sprovvista di P. IVA e che quindi non avrebbe pagato alcun collaboratore, né la Signora avrebbe potuto validare gli articoli al fine dell’iscrizione all’Albo. Con scontata sorpresa e facendo ulteriori ricerche, ci accorgemmo che la Direttrice di Periodico Italiano, non risultava iscritta nemmeno all’Ordine dei Giornalisti (aggiornamento 30/11/2011) e quindi, ai sensi della Legge n. 62/2001, tale giornale non può considerarsi prodotto editoriale e, giacché tale, non può essere aggiornato con una certa periodicità.

Dopo questo approfondimento sulla questione Riccaboni, torno a raccontare che, grazie a un aiuto esterno, riuscii finalmente ad ottenere una liberatoria che mi svincolasse dal contratto editoriale con la Sangel edizioni. A oggi non ho ancora ricevuto indietro i soldi versati alla Sangel edizioni per l’acquisto di alcune copie dell’opera mai uscita (151,00 €).
Naturalmente, con molti altri autori abbiamo preso contatto e messo al corrente la Polizia Postale, la Guardia di Finanza, Striscia la Notizia e vari avvocati, i quali hanno ben presente la situazione.

Sono venuto a conoscenza persino del fatto che la Signora Riccaboni va raccontando ai nuovi autori - i quali domandano spiegazioni sulle nostre tante lamentele in rete e nei canali – che noialtri non avremmo pagato i libri che lei avrebbe spedito. Per quanto mi riguarda, ho tutto documentato, chat, e-mail e prove di pagamento, per cui, quando la Signora Riccaboni o chiunque altro vorrà avere dimostrazione che i miei non sono sproloqui e vaneggiamenti di un folle, non avrà che da contattarmi privatamente.

Spero la mia esperienza possa essere utile per quegli autori che desiderano pubblicare un loro manoscritto con lo pseudo-editore quivi riportato; informatevi, prima di pubblicare con un editore in ogni caso, non abbiate alcuna fretta di mettere l’opera in bella mostra, potreste non vederla sugli scaffali per un lungo periodo.


Vi invitiamo a firmare i commenti con nome e cognome come da regolamento di questo blog. Redazione Scrittori in Causa.

84 commenti:

  1. Salve, è da un po' che seguo questa lunghissima faccenda della Sangel Edizioni. Fortuna che qualcuno fu tanto gentile da sconsigliarmela per un'opera che a breve pubblicherò, perché altrimenti, anch'io adesso mi ritroverei tra quei autori che ancora oggi lottano per far si che le proprie opere vengano svincolate.
    A mio avviso, mi duole dirlo, credo sia cosa giusta che ci auto-pubblicassimo sempre, perché ogni editore (eccetto pochi come Butterfly Edizioni) di Argeta Brozi sono professionali. Lei è una editrice davvero in gamba. Prima di pubblicare, bisogna accertarsi, fare ricerche approfondite.

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    1. Conosco diversi autori che prima di approdare a questa o ad altre case editrici hanno fatto ricerche approfondite ma son rimasti fregati ugualmente. Del resto, da quello che ho potuto sperimentare indirettamente tramite le mie conoscenze, la Sangel prima si comportava in un modo, poi ha cambiato facciata. Diciamo che ha sempre avuto il vizio di girare intorno ai problemi, di rispondere a metà alle email, di sparire per mesi per poi ritornare attiva o di non rispondere affatto alle domande, però almeno qualcosa l'ha conclusa in passato, un minimo (ma proprio minimo) di lavoro per i suoi autori lo faceva visto che alcuni di loro (un esiguo numero di fortunati) è andato avanti e ha conquistato pure ottimi risultati (grazie agli autori stessi però, non certo grazie alla CE). Poi, però, le cattive abitudini hanno preso il sopravvento e si è assistito a un tracollo spaventoso, soprattutto in questo ultimo anno. Seguendo la vicenda, anche per chi osserva tutto dall'esterno, è impossibile non notare la trascuratezza nel comunicare con autori che sempre più di frequente invocavano aiuto e risposte sulla bacheca facebook sia del gruppo Sangel che su quello della sua proprietaria, per non parlare di libri presenti nei negozi che risultano però non disponibili e un sito che non da alcuna fiducia nè segnale di professionalità: qualunque link si clicchi nel menù appare sempre la home e non si tratta di un errore momentaneo: è da oltre un anno che tutte le volte che mi ricordo della sua esistenza e passo da lì per vedere se ci sono novità sugli autori che stavo seguendo il problema persiste.
      E ancora si potrebbe parlare delle numerose paginee profili creati e poi abbandonati sempre a nome Sangel e Riccaboni.
      Insomma, concludendo, se già prima storcevo un pò il naso, adesso me ne terrò alla larga. Mi spiace solo per gli autori che sicuramente dopo tante speranze e tanto lavoro svolto non meritavano di rimanere fregati in questo modo.

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  2. Vi aggiungo un'altra truffa che probabilemnte ha organizzato e di cui sono stata vittima. Un concorso chiamato "raccontaci le tue radici" https://www.facebook.com/raccontaci.letueradici?ref=ts dove era prevista una tassa di 5 euro (per fortuna poche. La signora non compariva in prima persona ma l'indirizzo a cui spedire era quello della Sangel, cioè Cortona. Mai risposto alle richieste su che fine avesse fatto il concorso e i 5 euro. Ricordo che all'epoca un amico di FB mi avvertì che il concorso era una "mezza truffa" così lui la chiamò, io non gli credetti ma a questo punto mi sa che nell'ambiente la signora è conosciuta

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  3. Prima della casa la signora Riccaboni aveva il citato periodico italiano, ed io, che ho avuto la sfortuna di lavorarci per pochi mesi, sto ancora aspettando i dovuti pagamenti.
    Ho fior fior di mail in cui la detta signora minacciava querele a chi. chiedeva i pagamenti, mandando nemmeno tanto gentilmente a quel paese (naturalmente le ho tenute tutte) e indagando indagando ho trovato diverse attività aperte e chiuse da detta

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  4. Signora nello stesso modo. Da una che ora si è messa a fare la medium del resto cosa pretendere?

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  5. bah a me la Sangel propose una pubblicazione gratuita con EDITING a pagamento (250 dindini). Diceva la Sofia di avere letto il mio libro (340 pagine) in 36 ore.
    Mi stupì la proposta di pubblicazione in digitale che avrebbe anticipato quella cartacea, segnale, secondo me che si intendesse fare 'grano' prima di (eventualmente) provvedere alle stampe.
    E quando mai si sono fatti soldi con gli ebook?
    Un'amica me ne aveva parlato benissimo, ma a me quest'editore, a prescindere dalla squallida storia riferita da questo sfortunato autore, non inspira alcuna fiducia.
    E come lui ce ne sono tanti.
    Ovviamente ho rifiutato.
    Ciao.
    Vito

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    1. Non a tutti, agli inizi non chiedeva contributo per editing, infatti nelle liste delle Case Editrici stilate dai siti letterari figurava tra gli editori non a pagamento e alcuni dei suoi primi autori hanno confermato di non aver mai uscito una lira nè per la pubblicazione nè per l'editing. Probabilmente questa signora era alle prime armi e non sapeva ancora sfruttare le potenzialità offerte dalla sua posizione per poter estorcere denaro al prossimo.
      Infatti col tempo e l' "esperienza" ha iniziato a fare delle prove con un concorso (5 euro di spese di segreteria per autore non ci compri manco le risme dei fogli per un minimo di 500 copie di tiratura), come ha testimoniato anche Lori e poi è passata a chiedere contributi per fiere e infine anche per l'editing. E' stata pure furba: chiedendo poco ha fatto leva sul fatto che la gente ha bisogno di risparmiare in tempi di crisi e allo stesso tempo ha anche la necessità di partecipare ai concorsi e alle fiere se vuole farsi conoscere; così, anche intascando la sommetta (5 euro da questo, 5 da quell'altro e anche attirando solo 30 persone sarebbero già 150 euro intascate senza far niente, vi pare cosa da poco?) senza offrire il servizio la gente non avrebbe potuto far ricorso alle forze dell'ordine. Chi è che va a denunciare una persona per 5 euro o anche 100-200 euro di truffa? Per principio c'è chi lo farebbe, ma la polizia ti riderebbe in faccia e ti inviterebbe a lasciar perdere. Non si muovono per gli spiccioli...

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    2. E hai fatto benissimo. Dovrebbe essere sempre così.

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    3. Mirume confermo, infatti io l'avevo selezionata per inviarle il manoscritto proprio trovandola su Writer's Dream tra le case editrici free.

      Tempo di firmare il contratto e puff! era sparita.

      Ho scritto ad uno dei moderatori chiedendo lumi (la pagina che avevo nei bookmark non era più accessibile) e mi sento rispondere che le case editrici non-free possono essere viste solo da loro.

      Se invece avessi trovato sul blog una storia come questa, cioè che denunciava gli illeciti di Sangel, o almeno che gettava dubbi sul loro comportamento, a quest'ora non mi troverei nelle stesse condizioni di Marco: contratto ormai carta straccia, mesi buttati, contatti con altre case editrici tagliati, e i soldi anticipati per l'editing (mai effettuato) svaniti nel nulla.

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  6. Partendo dal presupposto che una CE che chiede EDITING A PAGAMENTO non si può considerare FREE, la Sangel ha truffato e truffa ancora tutti, godendo dell'inesperienza di molti. In molte liste del web risulta ancora come Editore FREE, che non è mai stato, e ringrazio che un autore come Marco abbia messo nome e cognome per denunciare ciò, perché spesso purtroppo gli autori rimangono nell'ombra. Per quanto riguarda alcuni commenti letti ribadisco di fare molta attenzione a quello che si dice e si sostiene, se parliamo di CE FREE queste non devono chiedervi nulla, né per la valutazione né per l'editing e via dicendo. Dunque smettiamola anche di sostenere, come vedo scritto sopra, CE che si nascondono bene, chiedendo magari l'acquisto dei loro libri prima di valutare un manoscritto o per valutarlo più velocemente.

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  7. Dovrebbero pubblicizzarle piu spesso e in ogni dove queste notizie. Una vergogna per la piccola e media editoria.

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  8. Aspetto ancora che la Sangel abbia il coraggio di venire qui a minacciare di denuncia tutti, come fa sempre.

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  9. Ed ecco anche la mia esperienza.
    Sarò breve e riporterò solo i fatti che sfido chiunque a contestare.
    Ho inviato il mio manoscritto alla Sangel verso fine gennaio, neanche 10 giorni e mi rispondono che la storia era molto piaciuta e che sarebbe stata pubblicata da loro ma che necessitava di un pizzico di editing.
    Concordiamo su 200 euro in totale, 100 di cui pagati anticipatamente ed in concomitanza alla firma del contratto.
    Il contratto prevedeva due mesi per la pubblicazione, facendo due conti sarebbe dovuto essere pubblicato il 10 Aprile.
    Alla scadenza di tale data invio alcune mail per chiedere spiegazioni, ma arrivano poche risposte, sporadiche ed elusive.
    A oggi dunque ci sono quasi 5 mesi di ritardo (esattamente fra 3 giorni).
    Non si capisce più se la Sangel ha chiuso o se esiste ancora, a chi appartiene, se la sua partita iva non è più valida, e soprattutto che fine ha fato il mio romanzo o perchè dopo 7 mesi non è stato ancora pubblicato.
    Nessuno risponde più alle mie mail da circa un mese e mezzo.
    Ho chiesto una liberatoria e che mi vengano restituiti i miei 100 euro spesi per un editing mai ricevuto.
    Ma ripeto, è da un pezzo che nessuno mi risponde ed io ho inviato circa 20 mail ad ogni indirizzo, sia privato che pubblico fornito da loro stessi. Ma ripeto perchè il concetto sia chiaro, e che sia chiaro che non ci sia scusa che tenga: Nessuno mi ha MAI risposto, da un pezzo.
    E non sono l'unica persona in questa situazione di totale mancanza di rispetto.

    E penso basti per comprendere che:
    1) ho perso 100 euro
    2) non ho mai ricevuto una spiegazione concreta a questo ritardo
    3) il mio libro, se mai è stato letto, col cavolo che verrà pubblicato
    4) non riceverò mai una risposta a nessuna delle mie mail
    5) ho perso 7 mesi inutilmente, in cui avrei potuto proporlo ad altre case editrici realmente interessate
    6) ho perso varie occasioni a fiere ed eventi per una eventuale presentazione
    7) nessuno si degna nemmeno a rilasciarmi una liberatoria

    Ho detto tutto.
    Giulia Osborn

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    1. la tua esperienza, Giulia, è così tanto simile ad alcune che ho vissuto anche io.... anche se con un'altra casa editrice.

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    2. Ancora non ho ricevuto alcuna risposta, quindi ormai sono più di 5 mesi di ritardo e più di due mesi di silenzio assoluto. Tirate un pò voi le somme.

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  10. Antonietta Usardi08 settembre 2012 23:11

    Io l'ho denunciata, perché mi ha minacciato di cause legali e querele avendole semplicemente chiesto il pagamento degli articoli scritti per periodico italiano.
    Tutto cio era ben prima della sangel.
    Prima o poi arrivera anche la giustizia

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  11. Spero prima che poi....

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  12. Mi aggiungo a questa lista di "clamorosamente fregati da un cialtrone"...perchè questo la "signora" Riccaboni è: un emerito cialtrone che, come tanti in Italia, ne approfitta di evidenti vuoti legislativi che permettono di sottrarre soldi al prossimo e di passare impuniti. Non solo ha chiesto soldi per l'acquisto di improbabili copie, ma anche per partecipare a Fiere (esempio Torino...) soldi naturalmente MAI restituiti. VERGOGNATI SOFIA RICCABONI. PRIMA O POI TUTTO TORNA INDIETRO. FIDATI.













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    1. Antonietta Usardi12 settembre 2012 20:57

      Siamo tutti con nome e cognome, non si insultano le persone senza presentarsi. Per correttezza e non c'è fa avere timori.
      Antonietta Usardi

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    2. Sì Antonietta, tra l'altro è una regola del blog indipendentemente da questo post. Ma può anche succedere che qualcuno si scordi di firmare, semplicemente. In questo caso glielo ricordo e lo/la invito a firmarsi, grazie!
      Carolina Cutolo

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  13. Direi che va promosso questo articolo, affinché più persone si possano tutelare.

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  14. Buona sera a tutti , anch'io ho avuto una brutta esperienza con la Sangel edizioni ,denuciare le truffe equivale a tutelare altre persone ,sia gli autori esordienti che altre case editrici serie .La Sangel edizioni non so come faccia ma ....esiste ancora , cioè continua il suo lavoro .........come è possibile ? mi auguro che presto queste testimonianze trovino una risposta concreta .

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  15. Se per pubblicare commenti è prevista la possibilità dell'anonimato, non lamentatevi se qualcuno la utilizza. Saluti. Evviva la Sangel, che nonostante tutti i vostri sforzi, peraltro inutili, continua a fregare il prossimo.

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    1. "Se per pubblicare commenti è prevista la possibilità dell'anonimato" è una giustificazione puerile. Puoi continuare a ignorare la nostra richiesta di firmarti con nome e cognome, certo, finché non decidiamo di cancellare i tuoi commenti, se esageri. Ma non puoi ignorare che emettere sentenze sarcastiche da anonimo sia quantomeno da vigliacchi. Poi giustificati come credi, se non ti accorgi di risultare ridicolo è un tuo problema, e se il massimo dell'interazione che concepisci è polemizzare da troll finirai per subirne le conseguenze e vedere i tuoi commenti cancellati. Le polemiche sterili e per di più anonime ce le risparmiamo tutti molto volentieri.
      Carolina Cutolo

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    2. ma sai quanti m'importa? Anzi, ti chiedo ufficialmente di cancellarli, e in fretta. Così ti comporti esattamente come quella che stai da così tanto tempo criticando e, vanamente, attaccando...Un saluto puerile a tutti i "sangellati"!

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    3. Chi parla così ha qualcosa da nascondere. E lo stile mi ricorda qualcuno. Perché non ti fai avanti e fai la persona adulta?

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    4. Al troll sopra: sforzi inutili? Divertente! Come divertente è il tuo atteggiamento irrispettoso nei confronti degli autori truffati. Se vanamente "attaccata", che poi attacco non è ma difesa, è da dimostrare e ci penseranno le autorità competenti, già informate dei fatti. Quel "vanamente attaccata" mi fa dedurre, peraltro, molte cose. Io intanto uno che non si firma e che attacca senza portare delle spiegazioni, lo valuto meno di zero ed è il suo attacco a risultare vano, proprio come colui che egli critica. Quindi potevi tranquillamente risparmiartelo, non hai detto niente.

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  16. Al momento a causa della Sangel edizioni (e della mia stupidità) ho speso 380 euro, di cui 300 di editing e 90 euro per dieci copie del mio romanzo che ho richiesto e che non riceverò mai, così come non rivedrò più i miei risparmi. Sto ancora aspettando la liberatoria, di cui non ho notizie. Così come non ricevo risposte alle mie mail da mesi. Non mi firmo perché semplicemente mi vergogno di essermi illuso e fatto fregare così e non voglio che il mio nome sia più collegato a questo schifo. Vorrei solo dimenticare.
    Saluti.

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    1. Capisco la tua rabbia, e mi dispiace sinceramente per la truffa di cui sei vittima, è un fatto inqualificabile. però è proprio grazie a testimonianze come queste se la voce che la Sangel è inaffidabile si sta diffondendo, e altre persone hanno la possibilità di informarsi e evitare di fidarsi delle finte promesse di Sofia Riccaboni.
      Dispiace solo che perché le voci comincino a girare qualcuno debba sempre essere fregato, perciò ribadisco una questione fondamentale per noi di Scrittori in Causa: informatevi sempre PRIMA di firmare un contratto su cosa significhi quello che state per firmare e non pagate MAI un editore, sotto qualunque forma vi chieda denaro.
      Ci auguriamo che molto presto, anche grazie alla diffusione di informazioni e testimonianze in rete, questi due semplici concetti diventino ASSOLUTAMENTE OVVI, perché purtroppo ancora non è così.
      Ti auguro di tornare quanto prima in possesso dei diritti sulla tua opera e dei soldi che hai versato a questo pseudo-editore.
      Carolina Cutolo

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    2. Siamo in una situazione simile, lo sai, ma la colpa non è nostra bensì di chi si approfitta delle persone e dei loro sogni/lavori.
      A volte anche informandosi non ci si può aspettare un comportamento simile da parte di una casa editrice, ci vorrebbe la sfera di cristallo!
      Il peggio è che questa persona/casa editrice sta ancora pubblicando annunci per cercare nuovi autori (babbi) senza prima minimamente curarsi di risolvere la situazione con i vecchi (la mia l'ho scritta su con nome e cognome) e questo è inqualificabile!

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    3. Come già ti ho detto molte altre volte, lo stupido non è l'autore che si fida - anche perchè gli autoriSangel, prima di firmare il contratto, hanno fatto ricerche, hanno selezionato le Case Editrici in base a criteri corretti e se hanno accettato di firmare è stato perchhè la suddetta CE offriva condizioni che sulla carta, così com'erano scritte, erano ottime e tra l'altro l'editrice si faceva promozione attraverso il successo di autori i cui scritti stavano riscuotendo successi presso pubblico, critica e concorsi letterari.
      Il vero problema è stato che tra il dire proposto nel contratto e il fare concreto della Sangel c'è stato l'abisso e questo di certo un autore, anche il più scrupoloso, diffidente e attento non se lo può aspettare, perchè ha effettivamente firmato in base a un servizio proposto in base a determinate condizioni che solo DOPO la firma l'editore non ha rispettato.
      Non devi rimproverare te stesso. Non dobbiamo auto-criticarci noi autori per "essere stati fregati", perchè l'unica colpevole è stata la Casa Editrice che ha studiato per benino il sistema per aggirare il prossimo.

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    4. E' un pò come quando firmi un contratto presso una diutta che promette di offrirti un servizio 24h su 24, di costruire un'attività promozionale su misura per te e poi a soldi intascati o a firma avvenuta si sottrae a questi obblighi volontariamente, sparendo dalla circolazione: per cosa dovresti incolparti se le basi che ti venivanooffete erano solide, se effettivamente riscontravi dei risultati positivi con altre persone che (probabilmente volutamente) ricevevano un'attenzione e una promozione particolari, così come promesso da contratto, per essere usate come "esca", come "garanzia di qualità e di servizio", per "attirare" nuovi potenziali clienti (il tutto a loro insaputa naturalmente, perchè per far si che il gioco funzioni devi usare come esempio un soggetto che mantieni bene ma che in realtà non è a conoscenza delle tue numerose mancanze e omissioni)?
      Anch'io sono nella vostra situazione adesso (ovvero attendo un formale documento di liberatoria, anche se legalmente sono già libera dai vincoli col precedente editore), ma fino a 3 mesi fa ero uno degli autori di punta della Sangel, il mio libro andava bene, rispondevano a quasi tutti i miei messaggi e alle email (mentre non rispondevano ad altri autori con i quali in seguito ho saputo che avevano numerose questioni in sospeso), mi venivanoi fornite delle copie per le presentazioni e le recensioni, insomma, un minimo di servizio per me veniva svolto e poi ho saputo che il mio pseudonimo veniva sbandierato ai 4 venti come "sinonimo di garanzia" per testimoniare che loro trattavano bene gli autori e che ciò era provato dal fatto che le vendite dei loro libri stavano andando molto bene e che vincevano segnalazioni e premi ai concorsi, quando in realtà tutta la promozione,l'organizzazione delle presentazioni e la partecipazione ai concorsi avveniva unicamente perchè ero io o altri che si interessavano al mio libro a fare promozione, non grazie alla Casa Editrice che (a parte il salone di Torino e un'altra fiera alla quale però non ho partecipato), non ha mai organizzato interviste e presentazioni per promuovermi.
      Farsi scudo del successo di pochi, successo ottenuto grazie al lavoro di quelli, per garantire la validità del proprio operato è stata una delle tattiche usate per attirare nuovi autori.
      Quindi oltre al danno (che nel mio caso consiste nella mancata distribuzione della mia opera nelle librerie - mi sono arrivate numerose segnalazioni al riguardo, grazie alle quali ho scoperto che in realtà il mio libro non arrivava dove la Sangel garantiva di farlo recapitare su richiesta -; nel mancato resoconto del totale delle copie stampate in circa 2 anni e mezzo; nel conseguente mancato resoconto delle copie vendute da Sangel nello stesso periodo; dal mancato saldo completo della mia quota relativa alle copie che la Sangel avrebbe venduto - per fortuna la quota sulle vendite dirette effettuate durante le presentazioni l'ho avuta subito e su questo infatti non ho mai avuto da ridire nè prima dell'uscita di questa storia avevo rivolto lamentele alla CE, nonostante le sue numerose mancanze; mancanza di promozione presso riviste importanti - mi aveva pure fatto fare delle ricerche per cercare delle testate presso le quali promuovere il mio romanzo, ricerche che si sono portate via del tempo inutilmente visto che poi non è stato fatto nulla; il dover ricominciare daccappo con un nuovo editore) la beffa del sapere di essere stata sfruttata per attirare altre persone nella trappola.

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    5. Yami,
      grazie per la precisazione del tuo primo commento, è assolutamente vero che a volte pur con tutta la cautela del mondo le trappole sono così ben congegnate che non è colpa dell'autore se ci casca. Però il problema della fiducia eccessiva negli editori resta, ed è per questo che noi di Scrittori in Causa ribadiamo continuamente l'importanza di trattare sul contratto e non accettarlo mai così come viene proposto dall'editore.

      Un'altra cosa: se è vero che in due anni e mezzo non hai mai ricevuto un rendiconto di vendita e che non sei stata mai retribuita per le copie vendute (come da impegno contrattuale dell'editore), non hai bisogno di aspettare la liberatoria, scrivici in privato al nostro indirizzo email (scrittorincausa@gmail.com) e ti spieghiamo come procedere: in brevissimo tempo sarai completamente svincolata!
      Carolina Cutolo

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    6. Io infatti prima di firmare non solo chiesi di apportare delle modifiche al mio contratto ma lo feci pure leggere a due avvocati, eppure dopo 2 anni e mezzo è saltata fuori tutta questa storia e all'improvviso, io che, nonostante tutto, non mi trovavo in pessime condizioni come gli altri autori (non avendo mai sborsato nulla per editing) e ricevo, come ho detto, un trattamento discreto che non mi metteva nella posizione di potermi lamentare per qualcosa (ero molto paziente nelle attese di rendiconto - che venivano puntualmente rimandate - perchè personalmente mi interessava di più avere quel minimo di servizio per le presentazioni, per la distribuzione delle copie sul territorio e sui canali di vendita digitali e le copie gratuite per i concorsi, piuttosto che i guadagni), all'improvviso mi sono ritrovata non solo scoperta ma anche danneggiata per i motivi elencati.
      Vi invierò un'email tra pochi minuti =)

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  17. Antonietta Usardi17 settembre 2012 13:47

    Anziché dimenticare anonimo, vai a denunciare, ti ci vogliono al massimo due ore alla guardia di finanza. Perché le permetti di passarla liscia e di continuare?

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    1. Il punto non è denunciare, ma avere i soldi necessari ad intraprendere una causa legale.

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    2. Vero, ma se uno prima di fidarsi e firmare alla cieca si informasse non si arriverebbe a questo punto. Bisogna, certo, diffondere le informazioni su uno pseuro-editore mascalzone, ma la cosa più importante è diffondere quanto più possibile il concetto fondamentale che di un editore non ci si deve fidare, bisogna relazionarsi come in un qualunque rapporto di lavoro con distacco, rispetto e intelligenza, ma decisamente MAI con fiducia, a meno che, nel tempo, non se la guadagni sul campo.
      Questo manca, questo è il problema fondamentale di chi aspira a pubblicare, questa ingenuità che ti rende un bersaglio fin troppo facile per questi cialtroni che si spacciano per editori.
      Carolina Cutolo

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    3. Posso assicurare che gli scrittori Sangel (ma chiunque in generale) non hanno firmato alla cieca, ma prima di approdare alla casa editrice hanno fatto i dovuti controlli e da quanto risultava (almeno ai tempi in cui ho firmato io) la CE funzionava, le cose andavano bene e infatti ho ricevuto un trattamento discreto(almeno agli inizi), che mi garantiva un adempimento almeno minimo degli obblighi contrattuali da parte loro e la possibilità di presentare il mio romanzo agli eventi che mi venivano proposti da terzi e di partecipare ad alcuni concorso (ottenendo ottimi risultati, segnalazionmi di merito e la partecipazione a Casa Sanremo Writers come finalista).
      Come ho spiegato già in un altro commento, non è l'autore a essere ingenuo (è vero che ci sono molti casi di persone che hanno troppa fretta di raggiungere l'agognata fama, il successo, il riconoscimento e quant'altro), è l'onestà che spesso viene a mancare.
      Perchèse un imprenditore su carta mi offre un servizio, io firmo accettando di avere QUEL servizio. Se poi l'imprenditore non mi fornisce quanto richiesto, son io da biasimare perchè ho firmato per ricevere un servizio che su carta era ineccepibile e che altri clienti avevano già provato senza riservare lamentele, oppure al contrario è più corretto biasimare chi approfitta della situazione, chi volta faccia dopo aver ottenuto quello a cui mirava? Non prendiamocela sempre con le persone sbagliate, qui in Italia, qualunque sia la situazione, abbiamo la tendenza - o il vizio - di affossare la "vittima" e non il suo "carnefice".
      Questo atteggiamento auto-punitivo impedisce di ottenere risultati e di ripristinare l'equilibrio corretto delle cose.

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    4. PS. mi scuso se qua e là semino degli errori di battitura, ma scrivendo di getto, sempre di corsa, mi succede spesso di saltare lettere o spazi e di centrare il tasto sbagliato ^^"

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    5. Sono daccordo con te, la colpa non è di chi viene ingannato, ma di chi non adempie ai suoi doveri.

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    6. Ha più denuce lei a suo carico che per fare una controdenuncia deve presentarsi in caserma e rispondere di ciò di cui viene accusata. Non serve avere i soldi per denunciare ad un'autorità competente, ma volontà e coraggio di non farla passare liscia a chi si comporta male, sfruttando e scappando.

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    7. Però va anche detto che un editore degno di questo nome non ti fa pagare l'editing, l'editing (o altri servizi come correzione di bozze ecc) lo fanno pagare le agenzie letterarie che forniscono servizi a pagamento, un editore che si prende i diritti sul tuo testo e ti fa anche pagare NON HA SENSO, è come andare al mercato, prendere dal fruttivendolo un casco di banane e farsele pagare dal fruttivendolo tanto al chilo. Secondo la legge sul diritto d'autore il contratto di edizione è: «il contratto con il quale l'autore concede ad un editore l'esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell'editore stesso, l'opera dell'ingegno», PER CONTO E A SPESE DELL'EDITORE STESSO, questo dice la legge. Un editore che si fa pagare dall'autore (in qualunque forma) e al tempo stesso si accaparra i diritti sul testo, è UN CIALTRONE. Questo non finiremo mai di ribadirlo, almeno finché ci saranno persone convinte che sia normale cedere i diritti sul proprio testo e pagare.
      Carolina Cutolo

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    8. Ma almeno l'avesse fatto questo editing! Invece si è solo fregata i soldi per poi sparire! Una truffa bella e buona! E me ne frego se la parola Truffa da fastidio alla signora, a me che sono stata REALMENTE truffata le balle girano molto di più!

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    9. Mi sembra che siate in parecchi, quindi non dimenticatevi che c'è anche la possibilità di una Class Action.
      Stefania

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  18. antonietta usardi17 settembre 2012 13:59

    se la signora ha la possibilità di continuare è perchè le persone coinvolte non cercano nemmeno di far rispettare i loro diritti, con una denuncia alla guardia di finanza che non costa assolutamente nulla.
    mi direte che non serve a nulla e non si muovono per 100 euro, può essere, ma se le denuncie si sommano non siamo più a 100 euro ma a cifre ben più consistenti.
    prima della sangel c'era periodico italiano. dei 50 e più collaboratori nessuno ha fatto nulla se non lamentarsi, la denuncia è stata fatta solo da me. e' questo che non funziona.
    perchè se cerco "opinioni sangel edizioni" in google non trovo lamentele fatta eccezione per commenti miei e questo sito?

    la conoscenza è la prima fonte per evitare episodi analoghi, perchè se uno ha una pessima fama, clienti non ne trova.

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    1. Questa pagina è comunque un inizio, non è detto che nessuno qui stia facendo, o abbia intenzione di fare denunce.

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    2. C'è già chi ha denunciato, come si legge qui sotto. C'è chi ha consultato o chiesto l'intervento dei Carabinieri, della Finanza, della Polizia Postale e anche di altri professionisti che si occupano di questi casi. La gente si muove, reagisce, il problema è che non viene ascoltata o tutelata ugualmente qui in Italia.

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    3. Purtoppo è solo con un "cumulo" di denuncie, come mi hanno spiegato in caserma, che vanno a prenderla...quindi perchè non unire le forze per la Giustizia???

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    4. Ma guarda, tutti i dicono di lasciar perdere per 100 euro, ma per me è più una questione di principio. Io detesto le persone che truffano e mancano di rispetto, e dopo due mesi e mezzo di silenzio e 7 mesi di ritardo io non ho proprio nessuna paura di andare a sporgere denuncia. Voglio vedere su che basi mi fa una controdenuncia, ho pure tutte le (20-25) mail salvate dove cerco di risolvere la cosa in maniera pacifica, ma tutto ha un limite, ed io ho aspettato fin troppo chi si fa i suoi PORCI COMODI.

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    5. Scusate io vorrei indietro i soldi che la Riccaboni mi ha rubato, potete dirmi come si agisce? Basta andare in una qualunque caserma dei carabinieri o finanza con il contratto da fare vedere? Non serve la presenza di un legale? Come avete agito voi?
      Grazie.

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    6. Anonimo,
      (ti chiedo di firmarti con nome e cognome, o con un link a un tuo blog o sito, come da regolamento di questo blog)
      puoi fare entrambe le cose, invii una lettera alla Sangel, una raccomandata A/R, in cui gli dici che vista la loro inadempienza contrattuale, se entro 15 giorni non ti restituiscono il denaro (includi i tuoi dati bancari) procederai per vie giudiziarie a ottenere quanto ti spetta.
      A quel punto, se non ti rispondono entro 15 giorni, vai a fare la denuncia dai carabinieri con il contratto alla mano e con una copia delle email in cui solleciti la restituzione del denaro, poi, per sollecitare ulteriormente la Riccaboni, puoi provare a inviare copia della denuncia alla Sangel, sempre previa raccomandata A/R.
      Non sono metodi certi, non è detto che torni in possesso dei tuoi soldi, perché la Riccaboni potrebbe rifiutare le raccomandate e ignorare persino la denuncia, ma intanto la denuncia la fai, che come dice KK Oz è comunque giusto.
      In bocca al lupo!
      Carolina Cutolo

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  19. La signora Riccaboni ha un curriculum di tutto non - rispetto, ed è ben conosciuta dalle autorità competenti per la serie di denunce...Purtroppo c'è chi ha paura di farlo e solo ognuno portando la propria esperienza e facendo e mostrando quello che ha subito come danni materiali e morali, si "accumulano" al resto e possono poi fare qualcosa anche fermandola!Quindi forza e chi non l'ha fatto non abbia paura a portare a conoscenza il proprio calvario! Io ho denunciato alla finanza il tutto così con altri testimoni. Aspettano solo che altri vadano oltre le " minacce" della stessa fantomatica giornalista ed editrice ( che non è) e liberamente portano alla luce il tutto.

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  20. I commenti anonimi e offensivi verranno cancellati, a insindacabile giudizio della redazione di Scrittori in Causa, che ha la responsabilità di moderare il dibattito perché si mantenga entro i limiti della buona educazione e del rispetto dei lettori di questo blog e di noi che lo amministriamo.
    Carolina Cutolo

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  21. Io ho partecipato ad un concorso interessante perché un po' fuori dal solito stile (e organizzato da gente in gamba, quelli di Nero Cafè per intendersi) http://lagunaweblog.wordpress.com/2012/04/10/283/ e ho visto il mio racconto pubblicato dalla Sangel nel volume promesso. Ho ordinato 4 copie che, con un ritardo accettabile, mi sono pervenute. Peccato che sono forse l'unico autore ad averlo ricevuto! La succitata Sofia Riccaboni è comparsa 1 volta su Facebook promettendo di portare avanti il progetto, poi è svanita. Peccato perché il volume era carino e il progetto interessante. Peccato anche perché questi episodi fanno male, malissimo, alla piccola editoria italiana...

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    1. Scusate: Matteo Gambaro. Pensavo che il login come lagunaweblog potesse bastare...

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  22. 20 copie ordinate alla Sangel per un ammontare di 200 euro. Mai ricevuti i libri, mai ricevuto risposte se non quella di conferma dell'avvenuto pagamento (!) e quella in cui mi prometteva la spedizione. Poi, silenzio totale. Ho partecipato a un progetto di gruppo, tutta gente seria e mi ero entusiasmata. Se ora la Sig.ra Sangel fa la medium, so come mettermi in contatto con lei! Non mi sfuggirà! Con l'occasione, la saluto.
    F.to:
    Eliana Stendardo, napoletana perbene, fregata. E' sufficiente come identificazione?

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    1. 'azz... una napoletana incavolata è più pericolosa di una medium! Uanema! ;) Matt G.

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  23. eccomi... anche io tra i fregati dalla suddetta "signora" Riccaboni!
    Come Eliana ho ordinato le mie copie e ho ricevuto...fuffa!
    Se ora la "signora" fa la medium le consiglio di prestare attenzione: potrebbe incappare nello spirito di chi mi ha voluto molto bene e non credo sarebbe un colloquio sereno...
    Patty Barale

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  24. Altro fregato dalla sedicente medium. 4 copie ordinate di un libro che non sono mai arrivate a destinazione, nonostante tutte le rassicurazioni della signora Riccaboni.
    All'inizio non capivo come facesse una persona a sporcarsi le mani per così pochi euro, ma sommando tutte le lamentele mi sa che non si trattava esattamernte di pochi euro...

    Cristian Leonardi

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  25. A quanto ho capito la Signora ha finalmente ammesso (con alcuni) la chiusura della casa editrice. Quindi in teoria tutti quelli che hanno un contratto con lei equivale a carta straccia. La Signora però continua a pensare ingenuamente di potersi tenere tutti i soldi spesi invano. Mi associo a chi spera per lei un colloquio con qualche spirito che infesti tutte le sue notti. E magari che la porti a pentirsi delle sue malefatte.

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  26. Eppure, nonostante tutto questo, la signora Riccaboni sta ripartendo, come se niente fosse, con Periodico Italiano:

    http://issuu.com/periodicoitaliano/docs/periodicomag_numero0_ottobre2012

    Sono senza parole.
    Carolina Cutolo

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  27. Antonietta Usardi11 ottobre 2012 16:11

    E per periodico, sappiate che é un bis, ovviamente facevo parte della passata redazione, 2009, ovviamente mai visti soldi
    Ovviamente denunciata a tutti gli organi competenti.
    Antonietta Usardi

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  28. E non solo, sappiate che la Riccaboni ha trovato un nuovo modo di far soldi (evidentemente la Sangel non le ha fruttato abbastanza): https://www.facebook.com/esse.erre.71
    Nel frattempo... dove sono finiti i 300 euro di spese per l'editing che le ho versato sulla postepay sette mesi fa, più le 80 euro per le dieci copie del romanzo che non ha mai visto la luce e che le ho versato sempre sulla postepay a giugno?
    In totale fanno 380 euro, frutto di lavoro e sacrifici (perché a me nessuno regala niente, né ho bisogno di truffare per intascare soldi). Cosa ne ha fatto? E dov'è la liberatoria che ho richiesto?
    Chissà, forse questa nuova trovata serve a trovare i soldi che spettano a tutti gli autori truffati. Voglio credere nella provvidenza.

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  29. Sembra che la Riccaboni si stia riciclando anche qui:
    https://www.facebook.com/esse.erre.71
    Carolina Cutolo

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  30. che dire?????? purtroppo in questo mondo troviamo sempre quelli che cercano di fare i furbi....... ma non tutti sono così per fortuna......

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  31. Comunque sono basita nel constatare che molti autori hanno pubblicato con Sangel perché era in certe liste "candide", su certi siti/forum. Che certi siti e forum non siano affidabili (neanche un po') è cosa ormai STRA-NOTA! E finché l'inaffidabilità la dimostrano "al contrario" (ossia sparando a raffica sugli editori seri, insistendo a oltranza) non procurano un danno diretto agli autori (indiretto sì, però), ma solo agli stessi editori presi di mira. Ma era prevedibile che prima o poi dovesse succedere anche il contrario, ossia che dipingessero come candide e immacolate alcune CE, traendo in inganno gli autori. E la conclusione non poteva che essere questa. E a quanto mi risulta questo non è nemmeno il primo caso! State alla larga da certi "gruppi", altrimenti prima o poi le rogne arrivano...
    Stefania

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  32. Stfania,
    esiste anche il caso degli editori che creano profili di autori inesistenti che ne tessono le lodi. Non c'è fine al degrado etico. Quindi non bisogna mai fidarsi, qui lo diciamo sempre, persino col migliore editore del mondo bisogna stare con tutti gli occhi aperti e non vederlo mai come un benefattore o un amico, è solo qualcuno con cui eventualmente contraiamo un accordo di lavoro, perciò a parlare è sempre e solo IL CONTRATTO DI EDIZIONE e la TRATTATIVA sulle modifiche chieste dall'autore sul contratto di edizione proposto dall'editore. Certo, le esperienze e le testimonianze sono molto importanti, e bisogna tenerne conto, ma sempre con gli occhi molto, molto aperti, e sempre coltivando un proprio senso critico.
    Carolina Cutolo

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  33. Sono totalmente d'accordo, Carolina.
    Stefania

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  34. Buona sera a tutti , volevo solo chiedervi se ci sono novità a proposito della sangel , sembra che vada avanti ,come è possibile ?? Buon proseguimento a tutti .

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  35. Io non ho pubblicato con Sangel perchè l'ho vista in liste "candide", per cui non so a quali forum vi state riferendo. Io ho inviato il manoscritto a Sangel perchè un mio carissimo amico aveva trovato il loro annuncio e sapendo che stavo selezionando case editrici che trattassero il mio genere di pubblicazioni per inviare i manoscritti mi ha passato il link in questione. Ripeto: l'annuncio e le condizioni PROMESSE erano buone, ho fatto visionare il contratto a ben 2 avvocati prima di firmarlo che lo hanno valutato POSITIVAMENTE. Quindi l'offerta di contratto così come veniva proposta era soddisfacente. Il vero problema è stato che tra il dire (ovvero le promesse riporttate sul contratto) e il fare (ovvero ciò che poi effettivamente Sangel ha rispettato di
    quanto offriva nel contratto) si è aperta una voragine immensa.
    Quindi, ancora una volta: non state parlando con autori che si sono fatti truffare perchè "ingenui", "creduloni" o troppo frettolosi.
    State parlando con gente che ha valutato, controllato e siccome al momento della firma TUTTO era corretto il contratto è stato accettato e sottoscritto.
    A parlare da esterni alla situazione o a parlare col senno di poi siamo bravi tutti, ma credo che nessuno di noi sia un medium in grado di prevedere che mesi o anni dopo ci sarebbe stato un capovolgimento totale della situazione.
    Se un servizio sulla carta ti viene promesso in un certo modo (che nel nostro caso, per l'appunto, era un servizio ottimo SULLA CARTA, anche perchè altrimenti non avrei firmato nè gli avvocati mi avrebbero dato la loro benedizione) tu firmi per quello. Se poi dopo la firma chi dovrebbe provvedere il servizio non lo fa (come appunto hanno fatto alla Sangel) è un altro discorso che non c'entra nulla con le liste di cui avete parlato, le segnalazioni o qualunque altra cosa.
    Io non sono tipo che si fa influenzare da segnalazioni o altro: ho valutato (e fatto valutare da due legali diversi) il contratto che, come detto, prometteva un servizio ottimo che poi però mi è stato fornito in maniera incompleta e poco corretta (altri, più sfortunati, hanno pagato e addirittura non hanno ricevuto nulla).
    Quindi anche facendo i dovuti controlli si può incappare in queste situazioni. Non se ne salvano molti, nè grandi nè piccole CE.
    Ps. Sono Yami. Non sono collegata dalla mia linea, quindi mi ha fatto postare come anonimo

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  36. Comunque 3 giorni fa alla mia richiesta (dopo settimane di silenzi da entrambe le parti) di notizie riguardo alla liberatoria che la signora aveva promesso al mio avvocato, ho ricevuto risposte aggressive e minacce.
    Infine mi ha liquidata con:
    "la sangel ha chiuso e questo rende liberi gli autori
    e a luglio dicevo che avrei aperto nuova società e cosi ho fatto
    e faccio altro
    di tutto il resto non mi importa"

    Fino a poche settimane fa teneva in pugno alcuni autori negando loro la liberatoria perchè aveva comprato i diritti del libro e mò dice che in realtà siamo tutti liberi già da fine Giugno/inizio Luglio

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    1. Non so se è ancora disponibile il post nel gruppo Sangel Edizioni dove affermava che la Sangel stava solo ammodernandosi e che ogni richiesta sarebbe passata alla nuova casa editrice, poi diventata SR e per la quale non voglio entrare nel merito, essendo io il fautore primo di questo articolo che scatenò l'ira funesta dell'editore e che la Riccaboni dice esser stata la causa della chiusura della Sangel (notizia riportatami da altri autori). La Signora mi minacciò mediante e-mail, inviate peraltro agli altri autori di adire le vie legali e di aver fatto denuncia contro il sottoscritto. Questo all'incirca due mesi fa. A distanza di due mesi non ho ricevuto ancora nessuna denuncia.

      Marco Nuzzo

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  37. Ma contattate Striscia la notizia o le Iene tutti insieme ragazzi... solo così riuscirete a fermare questa "truffatrice".

    Marco R.

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  38. Aggiornamento su Sofia Riccaboni.
    Sta chiedendo soldi per finanziare il suo progetto:

    http://sofiariccaboni.blog.tiscali.it/2012/11/04/linformazione-in-italia-ovvero-salvate-periodico-italiano/?doing_wp_cron

    Carolina Cutolo

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    1. spero che nessuno abbocchi stavolta!

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    2. "E si ricomincia", disse Fantozzi.

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  39. Salve, voglio raccontarvi la mia esperienza con la signora Riccaboni Sofia, splendido e fulgido esempio di italico valore ed onestà. Ebbi la straordinaria fortuna di incontrarla ad un pranzo e parlando del più e del meno venne fuori che lei aveva la possibilità di pubblicare la mia tesi di dottorato, senza farmi pagare nulla se non un contributo per l’editing, perché lei era la responsabile di un progetto serio e dai forti risvolti etici, la Sangel Edizioni. Tornai a casa pensando che non è vero che al mondo ci sono solo approfittatori e brindai alla mia prima pubblicazione augurandole tutto il bene del mondo.
    In breve firmammo un contratto per cui lei si impegnava a pubblicare un ebook e 500 copie cartacee del mio testo da pubblicizzare che manco la Feltrinelli avrebbe fatto altrettanto. Passò del tempo ma nulla si muoveva, così chiamai e richiamai la Sofia che alla fine mi spiegò che il figlio aveva avuto un problema all’ano. Roba di pustole, cose molto sconvenienti per cui mi impietosii parecchio e feci anche una preghierina la sera per il povero D…N. Dopo due mesi arrivò la prima versione del testo. La analizzai e dissi: “Cavolo ma è piena di errori!”. Feci praticamente io l’editing e lo inviai alla fantastica ragazza madre dalla voce cristallina. Pazienza per i soldi, l’importante è che si vada avanti, mi dissi. Nel giro di una ventina di mail la Riccaboni riuscì a completare l’ebook (cioè cliccò su Save as PDF) e così finalmente lo mandò in giro per il web. Poi mi contattò e mi chiese quante copie al 50% del prezzo volessi e io pagai 375 euro per 50 copie. Arrivato però il momento di pubblicarle guarda caso la tipografia di cui si avvaleva aveva dei problemi (forse il responsabile aveva anche lui un figlio con pustole, queste cose sono contagiose). Io d’altra parte avevo già programmato un laboratorio all’università e una presentazione alla torre di Chia, luogo che fu abitazione di Pasolini. Ma come si fa a fare tutte queste belle cose senza il cartaceo? Incominciai a preoccuparmi. Ma mi preoccupavo per lei! Chissà cosa le era successo ancora! Era proprio strAno che non rispondesse, era sempre così reattiva e professioAnale! Anche la mia professoressa era preoccupata perché le scadenze incombevano: “Come faremo Marco a fare i laboratori con gli studenti?” e io: “Non si preoccupi, ma non ha visto che credenziali ha la Sangel che vabbè ha fallito ma ora è diventata Esserre Press? Ha anche un sito pieno di link e commenti positivi!”. Ma lei volle mandarle una bella mail in cui le chiedeva di rilasciarmi la liberatoria così che io potessi velocemente assolvere agli impegni presi. La faccenda non danneggiava solo me, ma anche la mia cara professoressa, con più di trenta anni di insegnamento alle spalle! Con tutta la calma del mondo Sofia rispose che avrebbe rilasciato la liberatoria, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il male, cioè scusate volevo dire il “mare”, tant’è che la calma diventò bonaccia e allora decisi di andare a bussarle direttamente alla porta di casa. Rispose al citofono una signora con la voce identica a quella che conoscevo ma incredibilmente diceva di non essere Sofia. Diceva: “Sofia è a Firenze! Perché sei venuto ad Arezzo!”. Fantastico, pensai, Sofia è dotata di ubiquità o ventriloquismo a distanza! Magari se rimango ancora qui qualche minuto mi compare come la Madonna. Eppure la signora dalla voce della Riccaboni si spaventò della mia prolungata presenza e disse che stava chiamando i carabinieri. “Perfetto!” dissi, “Ho qui la querela che ho fatto proprio da loro!”. Dopo due ore è apparsa. E’ proprio vero che bisogna avere fede nella vita. Le passai la liberatoria sotto la porta a vetri e lei la firmò. Poi svanì. E se qualche miscredente non dovesse credere a questa incredibile storia di apparizioni e sparizioni posso sempre mostrargli il filmato video che ho realizzato quel giorno.
    La cosa più importante: io e altri fedeli stiamo organizzando un pellegrinaggio legale per la Riccaboni Sofia. Chi volesse aderire può contattarmi in privato e vedrete che prima o poi apparirà anche a voi.

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  40. Marco Saverio,
    grazie per la tua testimonianza e complimenti per l'intraprendenza. L'unica cosa veramente amara è la difficoltà (leggi "impossibilità") di recuperare le somme di denaro versate a questa persona completamente inaffidabile e incapace di mantenere gli impegni presi. Ribadiamo perciò che non solo NON bisogna MAI accettare di pagare un editore, né per servizi letterari di alcun tipo né sotto forma di impegno all'acquisto di copie, ma bisogna far inserire SEMPRE nella bozza di contratto, prima di firmarlo, una clausola risolutiva espressa a favore dell'autore (come previsto dall'art. 1456 del Codice di Procedura Civile), e cioè una clausola che dica: "Qualora l'editore non provvedesse a inviare i rendiconti e/o a liquidare i compensi entro le date stabilite dal contratto, l'autore avrà facoltà, in base all'art. 1454 del CC, di risolvere il contratto tramite semplice comunicazione all'editore, fatta salva la liquidazione di eventuali compensi in sospeso".
    Carolina Cutolo

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  41. Marco!
    Che un sacco di problemi a passare attraverso! Mi dispiace tanto di sentire questo! Ma alla fine ... non era male?
    E 'bello sapere che sei persistenti! Mi piacerebbe vedere il video! Il video che avete fatto e che ho visto, mi sono divertito! Grazie Marco!
    Gina

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    Risposte
    1. Grazie Gina!
      Un saluto grande agli States!
      Marco

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