Alcuni editori che si definiscono non-a-pagamento, inseriscono poi nei contratti di edizione con gli autori una clausola secondo la quale l'autore si impegna formalmente ad acquistare dall'editore tot copie (solitamente intorno al centinaio) della propria opera: qual è la differenza? Che l'editore non avrà problemi di spazio in cui seppellire le copie di un libro che non si scomoderà mai a promuovere, e che l'autore spenderà molto di più che stampando il proprio testo direttamente da un tipografo.
Il fatto che il suddetto editore fornisca il codice ISBN al libro in questione cambia di poco la sostanza (e soprattutto le conseguenze) di questo tipo di raggiro.
A tutti coloro che sono sul punto di firmare un contratto di edizione con un editore che chiede denaro (sotto qualunque forma) in cambio della pubblicazione, Scrittori in Causa consiglia: se avete soldi da spendere, trovate un editore che vi pubblichi gratis, e investite il vostro denaro in auto-promozione.
Siamo lieti di pubblicare questo testo di Angelo Zabaglio quale testimonianza della malafede di un editore a pagamento che si nasconde dietro a un dito. Testimonianza avvalorata peraltro dalla traccia audio (Proposta editoriale) della telefonata tra Zabaglio e il suddetto editore, che vi invitiamo vivamente ad ascoltare.
Il fatto che il suddetto editore fornisca il codice ISBN al libro in questione cambia di poco la sostanza (e soprattutto le conseguenze) di questo tipo di raggiro.
A tutti coloro che sono sul punto di firmare un contratto di edizione con un editore che chiede denaro (sotto qualunque forma) in cambio della pubblicazione, Scrittori in Causa consiglia: se avete soldi da spendere, trovate un editore che vi pubblichi gratis, e investite il vostro denaro in auto-promozione.
Siamo lieti di pubblicare questo testo di Angelo Zabaglio quale testimonianza della malafede di un editore a pagamento che si nasconde dietro a un dito. Testimonianza avvalorata peraltro dalla traccia audio (Proposta editoriale) della telefonata tra Zabaglio e il suddetto editore, che vi invitiamo vivamente ad ascoltare.
Proposta Editoriale
(Traccia audio e testo prestampato) di Angelo Zabaglio
Egregio Dottor (e già qua si sbagliano, al massimo so’ paziente) Angelo Zabaglio
OGGETTO: pubblicazione dell’opera “40 storie di bontà in olio d’oliva”
Qualche tempo fa Lei ci ha inviato in visione la sua opera “40 storie di bontà in olio d’oliva”, proponendocene la pubblicazione. Riteniamo che l’opera, per la buona e sufficientemente ampia strutturazione, la scrittura sostanzialmente corretta e lineare dei racconti, dove primeggiano alcune ottime descrizioni, ma anche le buone introspezioni dei personaggi, per gli argomenti proposti e le tematiche affrontate, sia valida per una pubblicazione e avremmo piacere che potesse essere inserita nel nostro catalogo.
Mi sa che questi manco l’hanno sfogliata la raccolta. Ottime descrizioni de che? Introspezione dei personagi, ma che stamo fuori? So’ microracconti de mezza pagina dove l’introspezione al massimo è quella dei finanzieri col guanto. Manco l’hanno letti. Sicuro.
Sarà mia cura sottoporLe, qualora Lei desiderasse confermarci l’intenzione di pubblicare con la nostra casa editrice, l’accordo di edizione nel quale potremo definire tutte le condizioni. L’accordo prevederà per Lei, in quanto Autore dell’opera, una royalty sulle copie da noi vendute attraverso i nostri canali commerciali, e il nostro impegno a editare, curare, stampare e commercializzare l’opera, promuovendola presso le Librerie e le testate giornalistiche.
WOW! Il sogno di ogni scrittore!
Il volume avrà le caratteristiche grafiche delle nostre edizioni; anche la copertina sarà conforme ai nostri criteri d’immagine, ma potremo valutare l’eventuale inserimento di elementi – immagini, logoi o altro – che Lei desiderasse suggerirci e fornirci.
Beh magari sì, ma le vostre grafiche mi piacciono un casino.
Per la pubblicazione dell’opera Le chiediamo di garantirci la vendita di almeno 150 copie, che a Lei verranno riservate con uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.
Orcodio la cosa inizia a puzzarmi.
È previsto un accordo separato per i soggetti terzi che volessero impegnarsi nella committenza delle 150 copie, mentre qualora volesse riservare per Lei queste copie, i dettagli economici saranno contenuti nello stesso accordo d’edizione per l’Autore.
Beh insomma questo editore proprio non vuole rischiare un cazzo eh! Il soggetto terzo avrebbe dovuto essere lui! Altrimenti vado alla copisteria universitaria che costa di meno… ah ma dimenticavo che loro ci mettono la distribuzione, allora la cosa cambia eh!
Valutate le dimensioni del testo e il numero ipotetico di pagine del volume, possiamo prevedere un prezzo di vendita al pubblico di 10 Euro a copia. Il prezzo al pubblico sarà comunque definito prima della sottoscrizione dell’accordo editoriale e sulla scorta delle valutazioni di mercato.
Facendo due calcoli secondo loro il mio libello di circa 60 paginette dovrebbe costare 10 euro! E chi cazzo sono? Dan Brown? Però magari con le “valutazioni di mercato” magari lo mettono a 9,50. Inoltre dovrei sganciare loro la somma di 1200 euro. Considerando che loro pagheranno circa 800/1000 euro per le stampe… beh insomma devono pure guadagnarci qualcosa per il lavoro svolto a mandare questo bel comunicato prestampato.
Qui di seguito riportiamo le caratteristiche generali del volume e alcuni contenuti e specificità dell’accordo di edizione.
Tutte cazzate che manco vi copio.
La prego pertanto di volerci confermare il Suo interesse a pubblicare l’opera per le nostre edizioni: Le invierò così in visione l’accordo d’edizione, che potremo discutere o variare secondo necessità. Complimentandomi per la Sua opera, resto a disposizione per fornirLe ogni altra informazione e in attesa del Suo graditissimo riscontro, e porgo i migliori saluti.
Ma con Voi non pubblico manco morto.
Xxxxxxx Xxxl xx Xxxxx (Xx), 19 gennaio 2010
L’Editore (ahahahahah) Xxxxx Xxxxxxxxx
Non contento ho telefonato all’egregio Editore e casualmente mi è partito il rec dal microfono. La traccia audio “Proposta editoriale” remixata da Vertigo la trovate sul suo myspace: http://www.myspace.com/vertigozabaglio
Discreto ascolto.
OGGETTO: pubblicazione dell’opera “40 storie di bontà in olio d’oliva”
Qualche tempo fa Lei ci ha inviato in visione la sua opera “40 storie di bontà in olio d’oliva”, proponendocene la pubblicazione. Riteniamo che l’opera, per la buona e sufficientemente ampia strutturazione, la scrittura sostanzialmente corretta e lineare dei racconti, dove primeggiano alcune ottime descrizioni, ma anche le buone introspezioni dei personaggi, per gli argomenti proposti e le tematiche affrontate, sia valida per una pubblicazione e avremmo piacere che potesse essere inserita nel nostro catalogo.
Mi sa che questi manco l’hanno sfogliata la raccolta. Ottime descrizioni de che? Introspezione dei personagi, ma che stamo fuori? So’ microracconti de mezza pagina dove l’introspezione al massimo è quella dei finanzieri col guanto. Manco l’hanno letti. Sicuro.
Sarà mia cura sottoporLe, qualora Lei desiderasse confermarci l’intenzione di pubblicare con la nostra casa editrice, l’accordo di edizione nel quale potremo definire tutte le condizioni. L’accordo prevederà per Lei, in quanto Autore dell’opera, una royalty sulle copie da noi vendute attraverso i nostri canali commerciali, e il nostro impegno a editare, curare, stampare e commercializzare l’opera, promuovendola presso le Librerie e le testate giornalistiche.
WOW! Il sogno di ogni scrittore!
Il volume avrà le caratteristiche grafiche delle nostre edizioni; anche la copertina sarà conforme ai nostri criteri d’immagine, ma potremo valutare l’eventuale inserimento di elementi – immagini, logoi o altro – che Lei desiderasse suggerirci e fornirci.
Beh magari sì, ma le vostre grafiche mi piacciono un casino.
Per la pubblicazione dell’opera Le chiediamo di garantirci la vendita di almeno 150 copie, che a Lei verranno riservate con uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.
Orcodio la cosa inizia a puzzarmi.
È previsto un accordo separato per i soggetti terzi che volessero impegnarsi nella committenza delle 150 copie, mentre qualora volesse riservare per Lei queste copie, i dettagli economici saranno contenuti nello stesso accordo d’edizione per l’Autore.
Beh insomma questo editore proprio non vuole rischiare un cazzo eh! Il soggetto terzo avrebbe dovuto essere lui! Altrimenti vado alla copisteria universitaria che costa di meno… ah ma dimenticavo che loro ci mettono la distribuzione, allora la cosa cambia eh!
Valutate le dimensioni del testo e il numero ipotetico di pagine del volume, possiamo prevedere un prezzo di vendita al pubblico di 10 Euro a copia. Il prezzo al pubblico sarà comunque definito prima della sottoscrizione dell’accordo editoriale e sulla scorta delle valutazioni di mercato.
Facendo due calcoli secondo loro il mio libello di circa 60 paginette dovrebbe costare 10 euro! E chi cazzo sono? Dan Brown? Però magari con le “valutazioni di mercato” magari lo mettono a 9,50. Inoltre dovrei sganciare loro la somma di 1200 euro. Considerando che loro pagheranno circa 800/1000 euro per le stampe… beh insomma devono pure guadagnarci qualcosa per il lavoro svolto a mandare questo bel comunicato prestampato.
Qui di seguito riportiamo le caratteristiche generali del volume e alcuni contenuti e specificità dell’accordo di edizione.
Tutte cazzate che manco vi copio.
La prego pertanto di volerci confermare il Suo interesse a pubblicare l’opera per le nostre edizioni: Le invierò così in visione l’accordo d’edizione, che potremo discutere o variare secondo necessità. Complimentandomi per la Sua opera, resto a disposizione per fornirLe ogni altra informazione e in attesa del Suo graditissimo riscontro, e porgo i migliori saluti.
Ma con Voi non pubblico manco morto.
Xxxxxxx Xxxl xx Xxxxx (Xx), 19 gennaio 2010
L’Editore (ahahahahah) Xxxxx Xxxxxxxxx
Non contento ho telefonato all’egregio Editore e casualmente mi è partito il rec dal microfono. La traccia audio “Proposta editoriale” remixata da Vertigo la trovate sul suo myspace: http://www.myspace.com/vertigozabaglio
Discreto ascolto.
Angelo Zabaglio
Vi invitiamo a firmare i commenti con nome e cognome come da regolamento di questo blog. Redazione Scrittori in Causa.
Sììì… voglio fare l'editore e stampare il libro cuore
RispondiEliminavoglio esprimere il mio amore… per l'intellettuale
per far questo son disposto a volar per tante ore
per andare a risparmiare là nell'Est che si può fare
e stampare il buon umore la denuncia solidale
mi trasformo in vedetta della Lega una civetta
son Lombardo per azzardo industriale per morale
ai pezzenti dò il lavoro dando loro da mangiare
un po' di bava di scrittori ché manco c'han l'elementare
voglio fare l'editore meglio che il lavoro a ore
nel call center dove chiamo: ragionier Rossi?
Chattiamo?
(A scanso di equivoci il "dò" è ironico, come il "c'han"...)
Massimo Vaj
http://metafisica-vajmax.blogspot.com/
appoggio la protesta in quanto la storiella la conosco bene..ed è una barzelletta che non fa un cazzo ridere!
RispondiElimina(commento non firmato)
Commenti firmati, per piacere.
RispondiEliminaAlessandra Amitrano
Scrittori in Causa
mah! L'articolo è interessante, soprattutto perchè ci mette al corrente di cose vissute. Fa venire alla luce, si diceva una volta. E questo è già un "fare". La comunicazione, questa comunicazione, questo stesso blog quindi, è comunque un affrontare il problema. Gettare un sasso nello stagno altrimenti immobile. Poi ci sono i commenti. Per lo più anonimi. A me ricordano la famosa battuta di Leo Longanesi sul dibattito nel dopoguerra sulla bandiera italiana. C'era chi la voleva con lo stemma sabaudo e chi no. Lui si pronunciò così "La vera autentica bandiera italiana reca scritto in bella evidenza : TENGO FAMIGLIA" . Ma comunque va bene così. Saluti da cesare prudente
RispondiEliminaBe' Cesare, il tuo cognome è d'obbligo dopo quello che ti ha combinato Bruto. Tu guarda l'ironia dei nomi... io mi chiamo Vaj Massimo e son del toro, un animale che anela solo a brucare l'erba che cresce attorno ai suoi zoccoli. Approfitto della ghiotta occasione per elevare al cielo la mia sommaria avversione per tutti coloro che anelano a scrivere allo scopo di essere considerati, scordando che, in sé, la considerazione è l'anticamera del disprezzo. Si dovrebbe scrivere per condividere, ma la questione si sposta subito sul che cosa si ha da dare e cosa si pretende in cambio. Il Creatore di mondi sapeva il fatto suo...
RispondiEliminaMassimo Vaj
http://metafisica-vajmax.blogspot.com/
Cavoli... svessi pensato anche io a far partire "inavvertitamente" la registrazione della telefonata con "l'editore"...
RispondiEliminaVabbè, la prossima volta! (?)
Susanna Bonaventura
http://susannabonaventura.blogspot.com/
...spero non ti capiti una "prossima volta".
RispondiEliminaAngelo Zabaglio
http://write-soon.com/blogatuasorella/
La cosa più squallida è che ci sia addirittura gente che accetta certe proposte, e se ne fa anche un vanto, quindi noi non solo dobbiamo vedere nelle librerie certe oscenità, ma dobbiamo anche sentir parlate di questa gente come degli "scrittori".
RispondiEliminaUn vero scrittore almeno ha l'orgoglio di non farsi prendere per i fondelli in questo modo.
Livin Derevel
http://livinderevel.000space.com/blog/
è successo anche a me.......proprio ieri..
RispondiEliminaper settanta pagine ipotizzano un prezzo di 12,80 su cui io guadagnerei il 10%...solo che prima devo versare 2300 e rotti euro - equivalenti all'acquisto di 185 copie - che mi verran restituiti solo se riesco a vendere altre 500 copie..
son capitata qui proprio perchè stavo cercando qualcuno che mi dicesse se è una fregata o se è così che va nel mondo dell'editoria..
ma - da giurista, sto pure a fa' la pratica! - il diritto d'autore non è una proprietà? non dovrebbero pagar loro noi perchè gli cediamo i diritti su ciò che creiamo? e invece così siamo noi a pagare loro!
sono desolata.
p.s vorrei firmarmi, ma è un segreto sia che ho scritto un racconto, sia che me sto a lamentà dell'editore...cmq..my name is rosa celeste
Ciao Rosa,
RispondiEliminala nostra opinione (e non solo la nostra) è che un autore non dovrebbe MAI pagare un editore, neanche sotto forma di impegno all'acquisto di un numero tot di copie. Questa seconda formula è una prassi ancora più subdola a nostro parere, perché l'editore si dichiara NON a pagamento e invece fa pagare l'autore con l'espediente dell'impegno all'acquisto delle copie (2.300 euro poi, ma per piacere, non è chiaro come il sole che questo editore vuole campare dell'ingenuità degli autori che farebbero qualunque cosa pur di vedersi pubblicati?).
L'editore che ti chiede soldi per pubblicarti non è molto diverso da un tipografo, solo che al contrario del tipografo l'editore a pagamento si impossessa per contratto dei diritti del tuo testo, mentre (dici bene) la proprietà del testo va venduta dall'autore all'editore, e non regalata, né tanto meno ceduta previa pagamento da parte dell'autore (questo è follia).
Ma c'è un'altra questione molto importante: se un editore accetta di pubblicarti solo in cambio di denaro, non saprai MAI se il tuo testo vale davvero qualcosa, perché l'editore non sta investendo nulla su di te, anzi, peggio ancora, è molto probabile che l'editore in questione pubblicherebbe qualunque cosa perché sopravvive solo grazie al denaro degli autori che cadono nella sua trappola.
Un altro motivo per cui non conviene pubblicare con un editore a pagamento (che è interessato solo ai tuoi soldi e non al tuo lavoro) è che molto probabilmente non ti fonirà nessuno dei servizi che un editore serio invece (pur a seconda delle sue possibilità) ti dovrebbe garantire, e cioè: un editing del testo che ti aiuti a crescere narrativamente, una correzione di bozze che ti eviti la figura penosa dei refusi e degli errori nel testo stampato, un ufficio stampa degno di questo nome e che cioè si adoperi a promuovere il tuo testo una volta pubblicato.
Quindi, Rosa, il nostro consiglio è: evita di pubblicare con editori che ti chiedono denaro (anche se con l'espediente dell'impegno da parte tua ad acquistare copie del tuo stesso libro), trovati un editore che ti pubblica gratis, e se hai soldi da investire, investili in promozione.
Pubblicare ad ogni costo è SEMPRE un errore che ci rende vulnerabili alle fregature.
In bocca al lupo!
Carolina Cutolo
Scrittori in Causa
grazie, mi sono sentita capita. meno male che esiste questo blog!
RispondiEliminaoltretutto - ora che mi parte l'embolo...hihihi.. - dovrei riuscire a vendere 500 copie per rientrare dei 2300 euro..ma loro si impegnano a stamparne 390....che meno le 185 che dovrei comprare io fanno..sicuramente meno di 500!! non riuscirei MAI a rientrare del mio denaro...e 2300 euro sono tantini per chiunque, figurarsi per una praticante che guadagna 400 euro al mese!!
ovviamente non sottoscriverò un bel nulla.
grazie ancora, visiterò spesso, d'ora in poi,questo vostro utilissimo blog.
rosa
Beh, un editore che apparentemente non chiede denaro per pubblicare, ma poi ti dice che per leggere la tua opera PRIMA devi acquistare dei suoi libri per un valore di €50 è LietoColle. Basta andare a vedere sul loro sito. Dicono che serve a sostenere la casa editrice....
RispondiEliminaPreciso, la richiesta è SOLO per leggere l'opera non per pubblicarla
RispondiEliminaNo vabbe', sono andata a dare un'occhiata a LietoColle e non ci potevo credere pure se leggevo con i miei occhi!!!!!
RispondiEliminaEcco come spiega la cosa:
"propongo una nuova iniziativa di ulteriore apertura verso chi scrive, in forma di dialogo"
e poi:
"Vi offriamo l'opportunità di entrare a far parte della comunità LietoColle acquistando tre libri del catalogo - a scelta dell'editore - più € 20 per la gestione della pratica - per un totale di € 50 e di operare come segue:"
quindi ti spiegano la modalità di spedizione delle tue poesie e concludono in bellezza, tenetevi forte:
"Ci impegniamo nel fornire una risposta di merito entro 150 giorni dal vostro invio e ci auguriamo di annoverarvi tra gli autori LietoColle. In fondo, la proposta invita a partecipare ad un baratto, il cui dono reciproco è la poesia."
IL DONO RECIPROCO E' LA POESIA! Come no. Questa chiusa è una delle cose più patetiche e raccapriccianti che io abbia mai letto sul sito di un editore.
Grazie per la segnalazione Francesca.
Per chi vuole leggere con i suoi occhi:
http://www.lietocolle.info/it/ti_leggiamo.html
Carolina Cutolo
buongiorno agli Scrittori in Causa!!!
RispondiEliminaDunque sto 'divorando' da un po' di giorni il vostro bellissimo blog, utile e in alcuni casi spassoso (per le cose ridicole che propinano certi editori), ma la domanda che mi frulla in testa da quando vi ho scoperti è: si possono avere i nomi allora degli editori 'seri'???
Grazie :)
Simona Sansone
Ciao Simona,
RispondiEliminagrazie di quello che dici del blog, ci fa molto piacere che il nostro lavoro risulti utile e a volte anche divertente (anche se si ride per non piangere!).
A proposito di editori "seri", così come per gli editori "non seri", a noi non interessa creare categorie in cui inserire gli uni o gli altri, ci interessa invece segnalare situazioni concrete singole, disagi in cui si sono trovati gli autori, clausole contrattuali solo a favore degli editori, ecc.
Il motivo per cui preferiamo agire in questo modo è che non crediamo esistano editori completamente malvagi né editori invece perfetti. Nelle case editrici lavorano moltissime persone, quindi può succedere che un editore pessimo abbia dei buoni editor o un ottimo ufficio stampa, o viceversa.
Quello che ci sta a cuore è fornire quante più informazioni possibile perché gli autori maturino una propria consapevolezza e capacità di giudizio critico e d'azione completamente autonoma.
Le liste invece hanno il difetto di illuderti che se eviti quell'editore e invece ne scegli uno della lista dei "buoni" allora andrà tutto bene, ma non funziona così.
Bisogna rimboccarsi le maniche, studiare e capire, informarsi e confrontarsi in modo da essere pronti, nel momento in cui un nuovo editore ci sottopone un contratto, a trattare col massimo della cognizione di causa per ottenere un accordo contrattuale il più vantaggioso possibile!
Grazie per la tua domanda che ci ha dato l'occasione di ricordare una questione così importante, che è alla base di tutto il nostro lavoro.
Carolina Cutolo
Grazie a te per la risposta, che trovo giustissima e veritiera in tutto. Una cosa è certa: non fidarsi dell'editore che chiede soldi per pubblicare il manoscritto!
RispondiEliminaSimona Sansone
Sono ipnotizzato da questo blog e dal modo in cui è portato avanti. Penso che sia un ottima iniziativa volta alla consapevolezza, non all'illusione, nè all'indirizzamento predeterminato. Non si viene qui per cercare risposte, ma per farsi domande. La mia esperienza mi insegna che il mondo dell'editoria, COME QUELLO DEI CONCORSI LETTERARI!, è un mondo disastroso, nel senso che per uno scrittore emergente, l'editore dovrebbe essere il faro nella notte, che indirizza gli sforzi verso qualcosa di più concreto, mentre ciò che mi sembra di vedere, è una cozzaglia puzzolente (puzzolente che ce fa venì annoi la puzza sotto er naso) di persone che vogliono lucrarci sopra, senza tenere in minima considerazione, quelle che possono essere le aspirazioni di uno scrittore. I diritti d'autore se li comprano da qualcun'altro, sicuramente non dagli occhi che passano per questo blog!
RispondiEliminaNe approfitto per postare le ultime 4 righe di una poesia scritta un po' di tempo fa che sì intitola "La nuova era, gli anni '10" e calza a pennello.
"Beati gli scrittori e le stravaganze di pensiero
Che tra le bestemmie di un era sconvolgente
Riducono la loro essenza ad un cumulo di polvere-parole
Spazzate via da un editore stronzo."
Jacopo Mangiapane, Ravenna
Buonasera,
Eliminami permetto, in qualità di editore chiamato in causa da questo sito, di far semplicemente notare le cifre sopra richieste: 2.300 euro, 2.000 euro e così via.
Non si tratta di cifre si tratta di gestione del lavoro. Nei prossimi giorni, compatibilmente con i suoi impegni, farò intervenire un autore, figlio di avvocato, che ha pubblicato ben 2 libri ed è finito nella clasifica "Top 100" nazionale per i libri venduti nel 2012.
Cordialmente
Maria Grazia Catanzani
MGC Edizioni
Gentile Maria Grazia Catanzanti,
Eliminaquesto blog è pubblico, e lei può esprimere la sua opinione quando lo desidera, anche se non chiamata in causa.
Che lei ci credo o no, c'è un numero considerevole di editori a pagamento che, una volta intascati i soldi degli autori, semplicemente dimenticano l'esistenza dell'accordo editoriale, e non di rado neanche stampano le copie che si sono impegnati a pubblicare. Qui su Scrittori in Causa ci troviamo continuamente, da tre anni, a fornire assistenza legale gratuita ad autori che si trovano loro malgrado in queste condizioni dopo aver pure speso denaro per pubblicare, cercando di aiutarli a recuperare i soldi e/o a tornare in possesso dei diritti sulle loro opere.
Fatta questa importante premessa, riteniamo profondamente sbagliato che un editore chieda soldi agli autori, anche sotto la forma dell'impegno contrattuale all'acquisto di copie, per diversi motivi:
1 - perché l'editore è un imprenditore che investe il proprio denaro sul talento degli autori ed è profondamente ingiusto che metta il rischio imprenditoriale sulle spalle dell'autore;
2 - perché il contratto di edizione, come previsto dall'Art. 118 della legge 633/1941 sul Diritto d'Autore, è «Il contratto con il quale l'autore concede ad un editore l'esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, PER CONTO E A SPESE DELL'EDITORE STESSO, l'opera dell'ingegno»;
3 - perché la parte dell'autore nell'accordo è la cessione dei diritti sull'opera per tot anni, e un editore che chiede soldi a un autore da cui si fa cedere i diritti sull'opera è come qualcuno che va al supermercato, si riempie la busta di merce, e una volta arrivato alla cassa pretende di essere pagato dal cassiere per portarsela via.
Dunque, agli pseudo-editori che giustificano il denaro richiesto agli autori chiamandolo "collaborazione dell'autore", "partecipazione alle spese di pubblicazione", "strategie di coproduzione" (famigerata definizione di Albatros – Il Filo) o, come la chiama lei, "gestione del lavoro", consiglio, se non sono in grado di sostenere l'impresa interamente sulle loro spalle, tanto da dover chiedere denaro agli autori (dai quali si fanno cedere PURE i diritti sulle opere), consiglio di cambiare se non mestiere, per lo meno impresa, cercandone e scegliendone una adatta alle loro possibilità, economiche e imprenditoriali, come per esempio fondare un'onesta e seria agenzia letteraria che fornisce servizi letterari a pagamento ma NON si accaparra i diritti sulle opere, NON promette agli autori di farli accedere al mondo letterario, NON lucra sui loro sogni con un inganno bello e buono, tanto che persino il presidente dell'AIE (l'Associazione Italiana Editori, e cioè la più importante organizzazione editoriale italiana) ha dichiarato che "un editore a pagamento non è un editore".
Quindi, se lo desidera, faccia pure intervenire chi crede, a patto che si resti sull'argomento, perché a noi di quanto vende un autore che ha pagato per pubblicare non interessa, perché non cambia la sostanza, e cioè il fatto profondamente sbagliato, che sia l'autore, e non l'editore a rischiare il proprio denaro.
Il RISCHIO dell'editore, che è un imprenditore, è economico.
IL RISCHIO dell'autore è invece quello di cedere i diritti della propria opera e fidarsi che un editore, che non conosce, col quale pubblica per la prima volta, MANTENGA GLI IMPEGNI previsti dal contratto di edizione controfirmato da entrambe le parti, cosa che, mi creda, raramente si verifica, persino tra insospettabili editori medi e grandi, checché se ne creda.
Carolina Cutolo