venerdì 18 novembre 2011

Ingiunzione di pagamento

Quando la casa editrice non paga l'autore quanto dovuto entro i termini stabiliti dal contratto, molto più spesso di quanto si pensi il semplice, seppur periodico, sollecito telefonico all'amministrazione della casa editrice non è sufficiente. Si può procedere quindi attraverso un avvocato con l’ingiunzione di pagamento.

Intanto, occorre verificare il Foro territorialmente competente e lì depositare il ricorso per il decreto ingiuntivo e la documentazione a sostegno della domanda (per es. scambi di mail, fax, lettere con cui si richiede all’editore di adempiere). Nel ricorso per decreto ingiuntivo vengono indicati la cifra dovuta e gli interessi legali dal momento in cui la somma era dovuta al momento in cui la somma viene liquidata. Nell'emetterlo, il Giudice decreta che a pagare le spese legali in nostro favore sarà l’editore.



La procedura è la seguente: l’avvocato scrive il ricorso per decreto ingiuntivo, il cliente lo firma, viene preparato il fascicolo con tutta la documentazione e si paga il cosiddetto contributo unificato (che per i decreti ingiuntivi è dimezzato rispetto alle cause ordinarie iniziate con citazione), e una marca fissa da 8,00 Euro.

Esempi: per un credito sotto i 1.100 Euro, il contributo unificato è pari a 30 Euro, quindi la quota per il decreto ingiuntivo diventa 15 Euro più 8 Euro di marca; per un credito da Euro 1.100 a 5.200 il contributo unificato è di Euro 70, quindi per il decreto ingiuntivo è di 35 Euro a cui si sommano 8 Euro della marca; se il credito va da 5.200 a 26.000 Euro, il contributo unificato è pari a 170 Euro quindi la quota per il decreto ingiuntivo diventa 85 Euro più 8 Euro di marca e così via.

Una volta riconosciuto il diritto a ottenere il pagamento, il Giudice emette il decreto che deve essere notificato alla controparte, la quale, se in possesso di valide argomentazioni, può proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica (l’articolo del codice di procedura civile, a fondamento dell’opposizione, parla di “prova scritta o di pronta soluzione”, ma talvolta, purtroppo, le opposizioni sono meramente dilatorie, finalizzate esclusivamente a perdere tempo).
 
Con l'opposizione da parte dell’editore, il procedimento speciale si trasforma in “ordinario” con svariate udienze prima di arrivare alla sentenza finale.

I tempi variano da Foro a Foro (quasi sicuramente nelle grandi città saranno più lenti) e, soprattutto, a seconda della competenza per valore. Una recente riforma ha innalzato, infatti, la competenza del Giudice di Pace fino a Euro 5.000, sopra tale cifra, si va in Tribunale. Rispetto al Tribunale, i tempi del Giudice di Pace si riducono.

Per l’esperienza del Foro di Prato (Tribunale), i tempi sono più o meno questi:
-  Dal deposito del ricorso all'emissione dello stesso passano 20 giorni.
- Per l'iter successivo: richiediamo le copie del decreto ingiuntivo, ritiriamo, notifichiamo, aspettiamo il passare dei 40 giorni (che la casa editrice ha a disposizione per proporre opposizione), chiediamo l’apposizione della formula esecutiva allo "Stato" previo pagamento della registrazione che va in base al valore della causa (a carico del cliente) e poi, se non pagano, si procede con atto di precetto.
- Dopo 10 giorni dalla rituale notifica del precetto, possiamo iniziare un'esecuzione (mobiliare, presso terzi, immobiliare).

Esiste, tuttavia, la possibilità, sempre prevista dal codice, all’art. 642 c.p.c., di ottenere, su istanza del ricorrente, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ove il debitore deve pagare immediatamente ma avrà ugualmente 40 gg per fare opposizione.
Detta richiesta può essere accolta qualora il credito sia fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa, atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato; l'esecuzione provvisoria può essere concessa anche se vi è il pericolo di un grave pregiudizio nel ritardo, ovvero se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere. Casi che, nel mondo editoriale, è molto difficile trovare.

Talvolta è sufficiente presentare l'ingiunzione di pagamento perché l'editore insolvente, intimorito, saldi immediatamente all'autore quanto dovuto. Tuttavia alcuni editori, soprattutto quando la cifra dovuta non raggiunge una certa soglia che giustifichi per l'autore la spesa prolungata per pagare un avvocato, sperando che alla lunga l'autore si stanchi, portano avanti la pratica rallentandone la risoluzione con ogni mezzo necessario.


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Redazione Scrittori in Causa.

13 commenti:

  1. Nel mio ultimo contratto, ho chiesto che venisse cambiato con quello di Roma, città in cui risiedo. Questo grazie a Scrittori in Causa, perché prima davo per scontato che la clausola scelta Foro non si potesse cambiare. Nel blog abbiamo scritto che è possibile chiedere che il Foro competente sia quello dell'autore e non quello dell'editore, stiamo a vedere cosa mi rispondono...

    Alessandra Amitrano
    Scrittori in Causa

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  2. Salve a tutti
    Io sono nella condizione in cui la Casa editrice, dopo sentenza del gdp che lo condanna, non paga.
    Vi chiedo se l'ingiunzione di pagamento deve necessariamente essere fatta da un avvocato, o se si può farla direttamente .

    Attendo risposte
    grazie a tutti

    Maurizio MOntanari
    Modena

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  3. Per Maurizio Montanari:
    Bisogna considerare il valore della domanda (credito).
    La parte può stare in giudizio da personalmente nelle cause il cui valore non eccede 516,46 euro.
    In ogni caso l'atto non è facile da redigere, necessita di alcune peculiarità relativamente alle condizioni di ammissibilità della domanda giudiziale.
    Il procedimento di ingiunzione è un procedimento speciale caratterizzato dall'assenza di contraddittorio e dalla sommarietà della cognizione.
    L'atto introduttivo del procediemnto è il ricorso, il quale deve contenere i requisiti previsti dall'art. 125 c.p.c., indicazione delle prove e del procuratore del ricorrente oppure qunado è ammessa la costituzione di persona, la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio nel comune ove ha sede il giudice adito.
    Quindi si rinvia all'art. 82 c.p.c. il quale afferma che davanti al giudice di pace la parte può stare in giudizio da personalmente nelle cause il cui valore non eccede 516,46 euro, dinanzi al tribunale e alla corte d'appello e alla corte di cass. le parti debbono stare in giudizio col ministero di un avvocato (per la corte di cassazione è necessaria l'iscrizione in un albo speciale).

    Alessandra Pulcini
    Sportello legale Scrittori in Causa

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  4. La ringrazio.
    Può dirmi se nell'ammontare vanno calcolate le spese processuali?
    Infatti la condanna è di 500 euro.
    1600 per spese avvocatizie

    Maurizio Montanari

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  5. Per la determininazione della competenza per valore, si prende in considerazione il valore risultante al momento della domanda, coincidente con la data del deposito nella cancelleria del ricorso (l'atto introduttivo): si sommano, con il capitale gli interessi scaduti fino al giorno del deposito del ricorso, le spese sostenute, le spese liquidate dal giudice etc.

    Alessandra Pulcini
    Sportello legale Scrittori in Causa

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  6. Precisazione:
    mi sembra strano che Lei possa sommare al suo credito (capitale) gli onorari dell'avvocato!
    Per quest'ultima voce è necessario allegare il parere di congruità della categoria professionale competente!

    Alessandra Pulcini
    Sportello legale Scrittori in Causa

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  7. Salve. Io mio Editore non mi ha pagato l'ultimo anno. Dice sempre, rimanda e sono poche centinaia di euro a dire il vero, circa 300. Ma credo che sia giusto procedere per vie legali in quanto sono comunque soldi dovuti che si sottraggono illegalmente. L'Editore ha sede a Roma, io sono di Palermo. Come dovrei fare? Ho letto che non c'è necessariamente bisogno di avvocato. Qual è il primo passo? Mi potete dire cosa devo fare passo per passo, si capisce poco con tutto il linguaggio tecnico.

    grazie per il servizio ragazzi
    Alessio

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  8. Ciao Alessio,
    se i tuoi solleciti telefonici non sono stati sufficienti, purtroppo hai bisogno di un avvocato che prepari per te il ricorso per il decreto ingiuntivo, bisogna conoscere bene la terminologia tecnica quindi serve un professionista. Una volta che l'editore riceve l'ingiunzione di pagamento che viene direttamente dal giudice del foro di competenza (cioè Roma) che ha accolto il tuo ricorso, può darsi che vedendo l'atto legale si impaurisca, capisca che fai sul serio, e ti paghi. Te lo auguro, ma se non dovesse pagarti dopo l'ingiunzione purtroppo non ti conviene pagare un avvocato per rappresentarti in una causa contro l'editore, perché potrebbe essere lunghissima e ti costerebbe molto più dei 300 euro che l'editore ti deve! E' esattamente per questo che, purtroppo, molti editori non pagano cifre di questo genere, perché sanno che all'autore non conviene fargli causa. E' ingiusto e ignobile, ma è così.
    Però ti serve un avvocato, chiedi ai tuoi conoscenti, si tratta solo di scrivere il ricorso, cioè preparare un documento, magari l'amico di un amico ti fa la cortesia di non farti pagare, o ti chiede una cifra minima che, in caso di recupero dei tuoi 300 euro, ha ancora senso.
    In bocca al lupo!

    Carolina Cutolo
    Scrittori in Causa

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  9. Salve, io ho pubblicato un libro ben 11 anni fa con un editore abbastanza conosciuto che vende anche online. Dopo il primo anno ho avuto il resoconto delle copie vendute e il riepilogo dei diritti d'autore maturati. Ovviamente non me li hanno mai pagati nonostante i ripetuti solleciti. Da allora non ho più avuto nemmeno i resoconti annuali. Considerato che il libro è tuttora in vendita sul loro sito cosa mi consigliate di fare? Ormai non spero più che mi paghino il dovuto ma vorrei almeno recedere il contratto e rientrare in possesso dei diritti sull'opera per poter, eventualmente, pubblicarla altrove. Grazie. Marina

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  10. Marina Aurora3 giugno 2013 18:39

    Ho scritto per errore come anonimo... aggiungo il nome

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  11. Ciao Marina,
    vista la situazione ti consigliamo di fare una diffida ad adempiere entro 15 giorni (come previsto dal Codice Civile, art. 1454), così se entro 15 giorni non provvedono ad adempiere, il contratto si risolve e i diritti tornano tuoi. Scrivici alla nostra email (scrittorincausa@gmail.com), ti invieremo il documento di diffida standard e ti aiuteremo a compilarlo.
    Carolina Cutolo

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  12. Giulia Lorenzi1 luglio 2013 15:32

    Buongiorno.
    Di recente ho scoperto che una piccola casa editrice ha pubblicato testi e illustrazioni di mia proprietà. Da allora sto cercando di farmi corrispondere quanto dovuto, ma senza alcun risultato.
    Non esiste, ovviamente, alcun contratto ma sto facendo leva sul fatto che siano stati violati i miei diritti d'autore, d'inedito, di pubblicazione, distribuzione ed elaborazione (poiché alcune illustrazioni sono state ritoccate).
    Inizialmente ho chiesto un compenso contenuto, diciamo simbolico, di circa 1000 euro. Ora, però, visto il trattamento ricevuto, sto pensando di adire un'azione legale nei confronti della casa editrice. Posso, in tal caso, chiedere molto più di quanto richiesto in precedenza in via informale? Ovvero, poiché i miei lavori sono stati RUBATI posso chiedere più dell'effettivo valore di mercato?
    RingraziandoVi porgo cordiali saluti,

    Giulia Lorenzi

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  13. Ciao Giulia,
    se decidi di fare causa all'editore puoi chiedere non solo il compenso dovuto per l'utilizzo delle immagini, ma anche il risarcimento danni per aver usato per motivi di lucro le tue immagini senza autorizzazione.
    Solo, mi chiedo, quanto conviene aprire una causa legale e pagare un avvocato? Perché la causa e le spese legali, anche in caso di vittoria, non è detto che giustifichino la somma eventualmente ottenuta alla fine. E non è solo una questione di soldi, ma anche di tempo e di energie per stare dietro a tutta la faccenda. Purtroppo molti editori indegni di questo nome si basano proprio su questo tipo di calcolo, pensando che tanto all'autore non conviene fare causa.
    Dunque, se conosci un avvocato che ti rappresenterebbe gratis o per una cifra da amico, allora sottoponigli la questione, sarà lui a spiegarti tutto per bene e a dirti se ti conviene o no adire le vie legali.
    Se invece non hai un avvocato di fiducia possiamo metterti in contatto col nostro avvocato, Federico Mastrolilli, che per rappresentare chi si mette in contatto con noi fa dei prezzi assolutamente onesti.
    In caso facci sapere al nostro indirizzo email:
    scrittorincausa@gmail.com
    In bocca al lupo
    Carolina

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