(o fattela pagare in anticipo e profumatamente)
Il diritto di opzione, che compare in quasi tutti i contratti di edizione tra un editore e un autore esordiente, prevede solitamente che per tot anni (o per un determinato numero di opere) le opere successive dell'autore dovranno essere valutate dall'editore, e che solo nel caso in cui questi dichiari formalmente il suo disinteresse, l'autore sarà libero di fare ciò che vuole di tali opere successive, e quindi di pubblicarle con altri editori.
Il vizio di fondo di questa clausola, considerata in ambito editoriale come naturale consuetudine all'interno di un qualsiasi contratto standard, è questo: se, supponiamo, in seguito alla pubblicazione, l'autore è scontento del lavoro dell'editore per un motivo qualsiasi (ritardo o insolvenza dei pagamenti, frode nella rendicontazione, promozione dell'opera inferiore a quanto promesso, solo per citare i motivi di scontento più frequenti che solitamente l'esordiente, fidandosi per inesperienza, non immagina possibili), non sarà libero di proporre i suoi lavori successivi ad altri editori, ma sarà vincolato all'editore iniziale.
Dunque: il diritto di opzione in quanto convenzione naturale va abolito, l'editore deve guadagnare sul campo la fiducia dell'autore e meritare le successive pubblicazioni, essere stimolato proprio dall'assenza di facili garanzie ad assolvere rispettosamente la propria parte dell'accordo contrattuale: questa, dovrebbe essere la convenzione.
Tuttavia, se al momento della trattativa sul contratto prima della firma, l'editore si dimostra rispettoso, e vi viene incontro su molte richieste ma dichiara la questione dell'opzione non trattabile, potete sempre provare a chiedere di riferirla NON a un determinato periodo di tempo (solitamente 5 anni), ma a una sola opera, la successiva. In questo modo potrete eliminare il vincolo mandandogli una sola opera successiva a quella che state per pubblicare, e sulla quale l'editore potrà esercitare il suo diritto di opzione, ma sarete liberi per tutte le altre opere.
Un'alternativa valida, sempre nel caso in cui l'editore non si dimostri disposto a rinunciare al diritto di opzione, è proporgli invece di cedergli il diritto di prelazione: questo prevede che (nei tot anni successivi o per l'opera inedita successiva che desidererete pubblicare) vi impegnate a inviare le nuove opere all'editore, ma sarete obbligati a pubblicarla con lui, in caso di altre offerte, solo se l'offerta del vostro editore eguaglierà l'offerta più alta che vi viene fatta da un altro editore, cioè a parità di offerte vince il vostro editore iniziale. Sconsigliamo in ogni caso di cedere sia il diritto di opzione che quello di prelazione, perché è sempre meglio poter scegliere di volta in volta l'offerta migliore.
Detto questo, se un editore vi fa una proposta economica congrua per tentare di garantirsi il diritto di opzione o di prelazione sui vostri successivi lavori, valutate bene e vendete questo sostanzioso vantaggio su di voi a caro prezzo.
Il diritto di opzione, che compare in quasi tutti i contratti di edizione tra un editore e un autore esordiente, prevede solitamente che per tot anni (o per un determinato numero di opere) le opere successive dell'autore dovranno essere valutate dall'editore, e che solo nel caso in cui questi dichiari formalmente il suo disinteresse, l'autore sarà libero di fare ciò che vuole di tali opere successive, e quindi di pubblicarle con altri editori.
Il vizio di fondo di questa clausola, considerata in ambito editoriale come naturale consuetudine all'interno di un qualsiasi contratto standard, è questo: se, supponiamo, in seguito alla pubblicazione, l'autore è scontento del lavoro dell'editore per un motivo qualsiasi (ritardo o insolvenza dei pagamenti, frode nella rendicontazione, promozione dell'opera inferiore a quanto promesso, solo per citare i motivi di scontento più frequenti che solitamente l'esordiente, fidandosi per inesperienza, non immagina possibili), non sarà libero di proporre i suoi lavori successivi ad altri editori, ma sarà vincolato all'editore iniziale.
Dunque: il diritto di opzione in quanto convenzione naturale va abolito, l'editore deve guadagnare sul campo la fiducia dell'autore e meritare le successive pubblicazioni, essere stimolato proprio dall'assenza di facili garanzie ad assolvere rispettosamente la propria parte dell'accordo contrattuale: questa, dovrebbe essere la convenzione.
Tuttavia, se al momento della trattativa sul contratto prima della firma, l'editore si dimostra rispettoso, e vi viene incontro su molte richieste ma dichiara la questione dell'opzione non trattabile, potete sempre provare a chiedere di riferirla NON a un determinato periodo di tempo (solitamente 5 anni), ma a una sola opera, la successiva. In questo modo potrete eliminare il vincolo mandandogli una sola opera successiva a quella che state per pubblicare, e sulla quale l'editore potrà esercitare il suo diritto di opzione, ma sarete liberi per tutte le altre opere.
Un'alternativa valida, sempre nel caso in cui l'editore non si dimostri disposto a rinunciare al diritto di opzione, è proporgli invece di cedergli il diritto di prelazione: questo prevede che (nei tot anni successivi o per l'opera inedita successiva che desidererete pubblicare) vi impegnate a inviare le nuove opere all'editore, ma sarete obbligati a pubblicarla con lui, in caso di altre offerte, solo se l'offerta del vostro editore eguaglierà l'offerta più alta che vi viene fatta da un altro editore, cioè a parità di offerte vince il vostro editore iniziale. Sconsigliamo in ogni caso di cedere sia il diritto di opzione che quello di prelazione, perché è sempre meglio poter scegliere di volta in volta l'offerta migliore.
Detto questo, se un editore vi fa una proposta economica congrua per tentare di garantirsi il diritto di opzione o di prelazione sui vostri successivi lavori, valutate bene e vendete questo sostanzioso vantaggio su di voi a caro prezzo.
Vi invitiamo a firmare i vostri commenti con nome e cognome come da regolamento di questo blog.
Redazione Scrittori in Causa.
Redazione Scrittori in Causa.
Sono d'accordo. L'opzione viene data per scontata (in entrambi i sensi), i bollini SIAE spesso li usano come le figurine Panini (celo, celo, manca, manca) e l'autore nella maggior parte dei casi viene tenuto all'oscuro di tutto quello che riguarda l'aspetto commerciale del libro.
RispondiEliminaMolto più difficile il discorso sulla valutazione economica del lavoro di chi scrive, soprattutto quando si è esordienti. Decisamente da approfondire, quindi ben venga questa iniziativa.
Mauro Casiraghi
Ciao Mauro, benvenuto!
RispondiEliminaSi', discutiamone!
Alessandra Amitrano
Scrittori in Causa
Vi segnalo l'attività di ACTA, associazione che si occupa delle problematiche delle partite iva senza ordine professionale ecc (categoria di cui gli scrittori fanno parte):
RispondiEliminahttp://www.actainrete.org/
Con Acta collaborano anche un paio di associazioni di traduttori (categoria con problematiche affini, in alcuni casi, a quelle degli scrittori)
Gianni Lombardi
Scrittore freelance
http://scrittorefreelance.blogspot.com/
Una postilla: ho segnalato Acta non perche' possa essere alternativa a Scrittori in Causa, bensi' perche' può contribuire ad amplificarne la voce, oppure condividere l'esperienza.
RispondiEliminaGianni Lombardi
http://scrittorefreelance.blogspot.com/
Infatti grazie per la segnalazione Gianni!
RispondiEliminaScrittori in Causa
Non mi avranno mai, maledetti editori. Il primo libro che scriverò sarà roba truce e a loro dedicata, con minacce sottese e nemmeno tanto. Voglio vedere se mi metteranno l'opzione... :)
RispondiEliminaIo so già che mi pubblicheranno solo dopo morto, sempre che qualcuno mi paghi l'annuncio mortuario sul giornale...
Saluti a tutti voi che state, eroicamente, sugli spalti del diritto senza curarvi della loro esigua altezza che, perlomeno, ha il vantaggio di non prestarsi a essere arpionata dalle torri degli assedianti che, se vi vorranno prendere, dovranno buttarsi giù. Eheheh... i meschini non sanno che noi scrittori siamo furbissimi.
Vajmax
http://metafisica-vajmax.blogspot.com/
Caro Vajmax mi piace molto come scrivi :)
RispondiEliminaAlessandra Amitrano
Scrittori in Causa
Il contratto editoriale firmato col mio editore (che peraltro fino ad oggi si è comportato piuttosto bene) prevede il "famoso" diritto di opzione ma con la precisazione che laddove io riceva una proposta da altra casa editrice posso darne notizia al mio editore che ha 6 mesi di tempo per darmi una risposta positiva ("lo pubblichiamo noi") o negativa.
RispondiEliminaIn questo secondo caso divento libero di pubblicare con altro editore.
Può non essere il massimo ma mi sembra una versione "accettabile" del predetto diritto di opzione.
(commento non firmato)
Sì è una formula più morbida, però è sempre il tuo editore che sceglie quando sei "libero". se l'opzione non c'è, sei sempre tu che deciderai con chi pubblicare il tuo prossimo lavoro. anche perchè, nel momento in cui firmi, non sai come si comporterà il tuo editore, se ti troverai bene.
RispondiEliminaSimona Baldanzi
Scrittori in Causa
buongiorno,
RispondiEliminami chiamo giorgia comandini e girovagando in rete mi sono imbatutta nel vostro interessante sito!
oltre al diritto di opzione, ho sentito spesso parlare del diritto di "prelazione": qual è la differenza tra i due diritti?
grazie in anticipo!
giorgia
Giorgia, il diritto di opzione è quel patto in virtù del quale una parte si vincola all'altra la quale a sua volta si limita a prenderne atto, riservandosi la scelta (l'opzione) di accettare o meno.
RispondiEliminaIl diritto di prelazione è quel patto in virtù del quale una parte del patto si obbliga nei confronti dell'altra a preferirla, a parità di condizioni ad altri, nel caso in cui intenda alienare un bene.
Alessandra Amitrano
Scrittori in Causa
Salve, una domanda per cortesia!
RispondiEliminaHo sottoscritto un contratto dove l'editore ha il diritto d prelazione sui miei testi ma non viene specificato dopo quanto tempo, dall'invio di un manoscritto, l'editore deve darmi una risposta (lo pubblico, non lo pubblico).
Esiste un limite massimo di attesa (dal ricevimento del lavoro da parte dell'editore) oltre il quale posso considerarmi libero dall'impegno per quello specifico testo?
Grazie!
(commento non firmato)
Salve,
RispondiEliminaé buona norma firmare i commenti, ma intanto ti rispondo.
Non capisco bene cosa intendi: dici di aver firmato un contratto ma di essere ancora in attesa di risposta da parte dell'editore se deciderà di pubblicarlo o no. Ma che tipo di contratto hai firmato? Il contratto di edizione è un impegno reciproco, in cui l'editore si impegna a pubblicare il tuo testo entro un certo tempo. Perciò non capisco a quale prelazione tu ti riferisca.
Se hai firmato un impegno a pubblicare con questo editore (per di più cedendogli il diritto di prelazione) senza che costui si sia assunto nessuna responsabilità scritta nei tuoi confronti hai sbagliato, non bisogna fidarsi, bisogna firmare il contratto dopo averlo studiato per bene e essersi accertati che ci dia un minimo di garanzie. L'editore non è un mecenate o un amico, ma qualcuno con cui, a mezzo del contratto, contraiamo un impegno di lavoro, non dimentichiamolo mai!
Carolina Cutolo
Scrittori in Causa
Ho firmato (ahimè) un contratto che prevede un diritto di opzione di 3 anni da parte del mio editore. Ho tre dubbi (il primo dei quali mi pare analogo a quello espresso dall'anonimo qui sopra):
RispondiElimina1) ho mandato in valutazione all'editore la seconda opera; se non mi dà risposta ne' positiva ne' negativa sulla sua intenzione di pubblicarla, c'è un termine (che so, 6 mesi per esempio) dopo il quale posso considerarmi libera di proporre la mia opera a qualcun altro? O l'editore può tenermi bloccata per anni, senza pubblicare e senza bocciare il mio testo?
2) se io volessi autopubblicare una mia opera, posso farlo liberamente o devo comunque prima proporla all' editore che ha l'opzione e autopubblicarla solo se questo la scarta?
3) e se io volessi invece rendere una mia opera
scaricabile gratuitamente da qualche sito, potrei legalmente farlo senza passare dalla solita valutazione preliminare dell'editore?
Grazie infinite in anticipo per la vostra risposta.
Serena
Ciao Serena,
RispondiEliminarispondo alle tue domande:
1) nel tuo contratto dovrebbe essere indicato un termine di tempo entro il quale il tuo editore, una volta ricevuta l'opera, deve darti risposta positiva o negativa. Se non c'è scritto, non c'è un termine massimo per avvalersi del diritto d'opzione indicato per legge, purtroppo le leggi in materia di editoria sono molto vaghe. Però in questo caso puoi fare così: puoi inviare al tuo editore una raccomandata A/R (cioè con ricevuta di ritorno) in cui specifichi che hai inviato il tuo manoscritto in data x (conserva l'email con cui gli hai inviato l'opera o il foglio di spedizione), e che attendi una sua risposta positiva o negativa entro la data x (che so, un mese dall'invio della raccomandata), e soprattutto precisi che se entro la data x non ricevi risposta, riterrai che l'editore non è interessato al testo e dunque la mancata risposta automaticamente ti autorizza a disporre liberamente dell'opera. Se non hai un amico avvocato che ti aiuti a stilare la lettera gratuitamente, scrivici in privato e ti aiutiamo a scriverla nel modo più corretto e inequivocabile! Chiaramente puoi fare questo con ogni opera che rientri nei 3 anni di durata dell'opzione.
2 e 3) no, non puoi né autopubblicarti né rendere la tua opera scaricabile gratuitamente, perché aver ceduto all'editore il diritto di opzione sui tuoi testi per 3 anni significa che l'editore deve poter valutare e decidere se pubblicare o no qualunque tua nuova opera per i 3 anni successivi (controlla sul contratto se dalla firma del contratto o se dalla data di pubblicazione), a meno che questi non si dichiari non interessato, e a meno che tu non agisca come ti ho scritto al punto 1).
Se hai bisogno di consigli sulla scrittura della lettera raccomandata scrivici qui: scrittorincausa@gmail.com
Ciao e in bocca al lupo!
Carolina Cutolo
Grazie mille!
RispondiEliminaCome ci si comporta se a fronte di una liberatoria rilasciata dall'editore a cui si è ceduto il diritto di prelazione, poi, ci si trova a firmare un contratto che prevede anch'esso il suddetto diritto? Insomma, non credo sia possibile cedere il diritto di prelazione a più editori. Però in questo modo è più difficile che un secondo editore ti pubblichi. O sbaglio? Grazie.
RispondiEliminaFrancesca
Ciao Francesca,
RispondiEliminase il diritto di prelazione del primo editore previsto dal contratto è relativo a una durata temporale (che so, 5 anni), sì, hai ragione tu, e non puoi cederlo a un altro editore. Se invece il diritto di prelazione riguarda per esempio solo la prima opera dopo quella da lui pubblicata, allora con la firma della liberatoria il diritto di prelazione si è estinto. Ma dovrei vedere la formulazione sul contratto per risponderti con assoluta sicurezza.
In ogni caso sconsigliamo sempre di cedere sia il diritto di prelazione che quello di opzione, sono catene invisibili, diritti molto importanti che gli editori chiedono come se niente fosse, come se fosse la norma, e invece se ti cedo una priorità così cruciale e così vincolante per il mio futuro come minimo dovresti pagarmi una cifra congrua.
Vuoi i diritti sulle mie opere future? Perché dovrei darteli così, gratuitamente, come in "amicizia"? Questi diritti valgono molto, se li vuoi pagami. Oppure restano miei.
In bocca al lupo
Carolina Cutolo
Grazie, Carolina. Parole sacrosante, le tue. Ora so quanto valgono questi diritti. Allora avere un contratto free, non a pagamento per interderci, mi pareva, da inesperta, una gran cosa, e quindi quello lo presi come un vincolo accettabile.
EliminaA dire il vero nel mio contratto non si specifica la durata, dice solo "opere future" ma almeno la casa editrice si è data un tempo(un mese) per rispondere.Dunque non so se in mancanza di una durata specifica la prelazione assume la stessa durata del contratto, o per legge ne adotta una prefissata.
Penserai: basta chiedere. Eh già, Tergiversa, l'editrice. Chissà perché?
Grazie ancora
Francesca
Francesca,
Eliminail fatto che nel contratto non abbiano precisato la durata della cessione del diritto di prelazione non è un buon segno, perché quando nel contratto non è precisato, la durata in automatico della cessione è di 10 anni. Ecco cosa dice l'art. 120 della Legge sul Diritto d'Autore:
Comma 1 - è nullo il contratto che abbia per oggetto tutte le opere o categorie di opere che l'autore possa creare, senza limite di tempo;
Comma 2 - i contratti concernenti l'alienazione dei diritti esclusivi di autore per opere da crearsi non possono avere durata superiore ai dieci anni;
Ma se vuoi avere informazioni più precise inviami il contratto a scrittorincausa@gmail.com, lo leggo con attenzione e posso dirti meglio se effettivamente la formulazione può essere un elemento a cui appellarsi per la nullità del contratto.
Puoi risolvere il contratto anche se l'editore è inadempiente.
Per quanto riguarda il tempo di un mese per risponderti e poter avvalersi del diritto di prelazione è una formula convenzionale e giusta, perché altrimenti se non ti risponde resti vincolata in ogni caso. La legge è obsoleta e andrebbe rivista e migliorata, ma come vede andando a spulciare ci sono anche clausole e articoli che possono tornare a favore dell'autore.
Insomma, inviami il contratto così mi leggo bene la formulazione della prelazione, e dimmi nell'email se ci sono inadempienze palesi (che so, non ti ha inviato i rendiconti entro le date stabilite, non ti ha liquidato le royalty, ecc) e vediamo cosa si può fare.
Carolina Cutolo
Sai, immaginavo 20, non che dieci li digerisca bene. Dura quanto un matrimonio, almeno di quelli attuali. Ma dopotutto la prelazone non è mica illegale e il contratto l'ho firmato io. Devo maledire l'inesperienza. E la fretta: il contratto che ricevetti subito dopo aver firmato con questa CE era migliore sotto ogni punto, royalty comprese, e non prevedeva nessuna opzione né prelazione. Accidenti a me!
EliminaTi ringrazio molto per la disponibilità. Attendo nuove dalla CE (ancora devo finire di valutarne l'operato).
Sono capitata su questo sito digitando "Prelazione" appunto. Ho sfogliato un po' di pagine, di post. Molto interessanti. Si capisce che quella del contributo editoriale è solo una delle magagne di 'sta editoria nostrana...
grazie molte
Francesca
Desidererei un aiuto.
RispondiEliminaDue anni fa ho sottoscritto un contratto che prevede un diritto d'opzione decennale sulle opere future, senza specificare a quali condizioni (si parla soltanto di opzione). Approvato nelle clausole vessatorie con la doppia firma, anche se riportato soltanto con il numero della clausola senza indicare l'argomento.
C'è un modo per liberarmi di questo fardello, visto che l'Editore si sta comportando in malo modo e con un'arroganza del tutto insopportabile?
Se le condizioni non sono indicate, posso inviare un manoscritto e chiedere condizioni differenti da quelle pattuite per il vecchio romanzo oppure sono sempre crocifisso a quelle?
Vi ringrazio in anticipo.
Roberto
Ciao Roberto,
RispondiEliminadipende sempre tutto dal contratto che hai firmato, non solo da come è formulata la clausola di opzione, dovrei vedere se ci sono clausole a cui appellarti per tentare di svincolarti. Spesso purtroppo l'unico modo per liberarsi da un'opzione è risolvere in anticipo il contratto stesso, per questo quando facciamo consulenze sulle bozze di contratto sconsigliamo SEMPRE di cedere il diritto di opzone e consigliamo invece di inserire una clausola risolutiva espressa a favore dell'autore in caso di inadempienza da parte dell'editore.
Se ci invii copia del contratto al nostro indirizzo (scrittorincausa@gmail.com), e ci elenchi i motivi per i quali sei scontento di questo editore (sperando che ci siano inadempienze gravi e comunque nel massimo riserbo) ti risponderò con più precisione e ti dirò quali alternative hai (se ne hai) per riuscire a svincolarti.
Fammi sapere.
Carolina Cutolo
Ti ringrazio moltissimo.
RispondiEliminacerco di fare in fretta e di inviare il contratto.
Roberto.
Inviato.
RispondiEliminaSperiamo bene.
Roberto