Pubblichiamo un articolo di Francesca Diano, che ha stampato con Ilmiolibro e ci ha raccontato la sua esperienza. Grazie alla testimonianza di Francesca abbiamo scoperto quanto nefaste possano essere le conseguenze di una piccola clausola presente in molti contratti on-line, ovvero nei cosiddetti “termini di servizio” che quasi nessuno legge e quasi tutti accettano praticamente alla cieca.
La clausola in questione, la vedremo nel dettaglio nel resoconto di Francesca qui di seguito, prevede che la società con la quale si accetta l'accordo si riservi il diritto di modificare in qualunque momento i termini dell'accordo, del tutto arbitrariamente, lasciando all'utente due sole possibilità: accettare in toto le modifiche e continuare a usufruire del proprio account e dei servizi offerti, o recedere l'accordo rinunciando ad account e servizi.
Per Francesca, aver accettato di iscriversi al progetto Ilmiolibro, e aver stampato con loro un proprio testo, significa adesso trovarsi di fronte a questo bivio/ricatto senza poterci fare nulla.
Ringraziamo Francesca Diano per aver condiviso la sua esperienza, e invitiamo quanti stanno per accettare i termini di servizio di un sito di Print On Demand (in realtà qualsiasi tipo di servizio on-line) a leggere attentamente prima di accettare qualunque cosa, e rifiutarsi sempre di accettare termini di servizio o regolamenti che includano la seguente clausola:
«La Società potrà modificare ovvero variare in qualsiasi momento le condizioni, i termini e le modalità di fruizione e di utilizzo di ciascun Servizio, per ragioni tecniche, commerciali e/o aziendali, fermo restando il diritto di recesso dell’Utente.»
Il resoconto che segue, è un esempio concreto di come una piccola clausola come questa può mettere un utente (che l'ha accettata acriticamente) in serie difficoltà:
La clausola in questione, la vedremo nel dettaglio nel resoconto di Francesca qui di seguito, prevede che la società con la quale si accetta l'accordo si riservi il diritto di modificare in qualunque momento i termini dell'accordo, del tutto arbitrariamente, lasciando all'utente due sole possibilità: accettare in toto le modifiche e continuare a usufruire del proprio account e dei servizi offerti, o recedere l'accordo rinunciando ad account e servizi.
Per Francesca, aver accettato di iscriversi al progetto Ilmiolibro, e aver stampato con loro un proprio testo, significa adesso trovarsi di fronte a questo bivio/ricatto senza poterci fare nulla.
Ringraziamo Francesca Diano per aver condiviso la sua esperienza, e invitiamo quanti stanno per accettare i termini di servizio di un sito di Print On Demand (in realtà qualsiasi tipo di servizio on-line) a leggere attentamente prima di accettare qualunque cosa, e rifiutarsi sempre di accettare termini di servizio o regolamenti che includano la seguente clausola:
«La Società potrà modificare ovvero variare in qualsiasi momento le condizioni, i termini e le modalità di fruizione e di utilizzo di ciascun Servizio, per ragioni tecniche, commerciali e/o aziendali, fermo restando il diritto di recesso dell’Utente.»
Il resoconto che segue, è un esempio concreto di come una piccola clausola come questa può mettere un utente (che l'ha accettata acriticamente) in serie difficoltà:
ILMIOLIBRO.IT :
Ovvero: quando il print on demand
si trasforma inaspettatamente
in editoria a pagamento
Ovvero: quando il print on demand
si trasforma inaspettatamente
in editoria a pagamento
Di Francesca Diano
Agli inizi dell’anno scorso è capitato a mia figlia di dover stampare due o tre copie di un suo lavoro scientifico e poiché sapeva di siti americani che offrono questo servizio per una cifra molto ragionevole, se ne è interessata. La stampa della sua tesi infatti era stata piuttosto costosa e non aveva senso spendere di nuovo quei soldi. Abbiamo valutato siti come Lulu che si presentano come POD (Print on Demand), cioè stampa su richiesta, o su necessità stampano anche una sola copia per pochi euro e rilasciano un codice ISBN.
Questo tipo di stampa digitale infatti è molto più conveniente, rispetto all’offset, se si ha necessità di un numero molto limitato di copie, diciamo quattro o cinque, o anche di una sola. All’estero è usato diffusamente per pubblicare opere accademiche o persino da editori che non desiderano tenere troppe copie in magazzino di opere magari di pregio ma di non grande diffusione e dunque a bassa tiratura. Nulla di strano quindi.
Poi ci siamo accorte che esisteva una versione italiana di questi siti americani e che la spedizione sarebbe stata più rapida. Parlo de ilmiolibro.it.
Me ne sono interessata, perché anche io avevo necessità di stampare qualche copia di un mio lavoro e ho scoperto un intero mondo. Il sito, che appartiene al gruppo L’Espresso, e ha come slogan la massima “Se l’hai scritto va stampato”, offriva questo servizio di stampa, ma con una serie di servizi editoriali supplementari, sia gratuiti che a pagamento.
Gratuiti erano un profilo con tanto di foto e telegrafico curriculum, una sinossi dell’opera, un certo numero di pagine di anteprima della stessa leggibili pubblicamente e la possibilità di recensire e votare opere altrui. In questo ultimo caso, la recensione veniva inserita in homepage con il profilo del recensore e l’accesso diretto alle sue opere. Dunque un modo di offrire visibilità sia al recensore che al recensito. Inoltre, sulla homepage comparivano continuamente i nuovi autori iscritti e le nuove opere.
A pagamento invece era il servizio di vendita dell’opera, nel senso che l’autore poteva, oltre a ordinare anche solo una copia del testo per sé, metterlo in vendita pubblicamente sul sito. In questo caso il sito versava all’autore una cifra che è il prezzo di copertina fissato dall’autore meno il prezzo di stampa e una percentuale trattenuta per ogni copia venduta che mi pare vada da 0,8 a 0,36 centesimi. A pagamento (credo per €40) era l’inserimento dell’opera in Feltrinelli.it, dove dunque si poteva vendere il libro o si poteva anche ordinarlo di persona presso una libreria Feltrinelli. A pagamento anche la pubblicità dell’opera presso i siti del Gruppo Editoriale L’Espresso.
Ovviamente, per stampare (e non pubblicare, come qualcuno, dato l’impianto dell’intera operazione, può erroneamente intendere) un testo qualunque, tutto il lavoro di impaginazione va fatto dall’autore usando un template da loro offerto. Ma se non si è esperti di questo tipo di cose, il risultato è orripilante e illeggibile. Inoltre è necessario fare l’editing da sé e tutto questo può andar bene se uno è del mestiere (come nel mio caso), ma non se non si ha la più pallida idea di cosa sia un editing e una correzione di bozze. Motivo per cui, se ci si vuol divertire, si possono leggere dei veri e propri obbrobri nelle anteprime delle opere in vetrina. Errori grammaticali e sintattici, storie assurde, struttura e stile assenti… ma anche alcune buone cose, di tutto. Al contempo sono presenti molti testi di taglio accademico o tecnico che vengono messi in vendita da docenti per i loro corsi, sia universitari che di vario altro tipo e in genere sono ben fatti.
C’è da dire che non vedo nulla di male nello stamparsi da soli cose che si sono scritte, se si ha la consapevolezza che solo di stampa si tratta e non di pubblicazione con un editore. Dunque, chi è già un autore, con esperienza e capacità di scrittura, stamperà per pochi euro anche solo una copia del proprio lavoro, e potrà metterlo in vendita come meglio crede senza investire nulla di più, perché non avrà problemi di copie da acquistare e lasciare invendute. Diverso è il caso di chi ritenga di poter diventare o essere scrittore solo vedendo stampato ciò che ha scritto senza alcuna competenza o esperienza.
Visto però lo sviluppo che una tale cosa può avere nel nostro paese di santi, navigatori e poeti, nell’operazione entra anche la Scuola Holden, come si legge dal seguente annuncio del sito:
«Tanti strumenti che rendono la tua opera sempre più qualificata: corsi di scrittura e valutazione testi in collaborazione con Scuola Holden, oltre 10.000 foto dall'archivio fotografico Corbis per rendere la tua copertina ancora più bella, preziosi suggerimenti per promuovere il tuo libro. E in più, la possibilità di aggiornare la tua opera in tempo reale, perché il tuo libro cambia con te.»
La Scuola Holden ha scoperto una miniera d’oro dunque, poiché offre alla pletora di gente, convinta che basti il “Se l’hai scritto va stampato” a diventare scrittori (magari con risultati improponibili), corsi di scrittura che potranno aprirsi a un mercato assai maggiore di potenziali “scrittori”, oltre a servizi di editing e valutazione. Tutte cose che esulerebbero da un semplice servizio di POD e si avvicinerebbero di più a quelle agenzie che pullulano sul web, che offrono servizi di lettura, editing, valutazione testi e contatti con editori, mascherate da agenzie letterarie.
Per incentivare l’affluenza, sono stati organizzati dei concorsi e una serie di iniziative con la pubblicazione come premio o la segnalazione della Holden.
C’è da dire che ilmiolibro.it NON offre il codice ISBN (particolare di cui mi sono resa conto più tardi) e dunque in teoria non sarebbe possibile mettere in vendita il libro stampato, né sul sito, né su altri siti del Gruppo L’Espresso, come loro dicono. Ma questo, sul sito, si guardano bene dal fartelo sapere!
Insomma, l’atteggiamento poco chiaro che fa credere come un semplice lavoro di stampa trasformi chi scrive in uno scrittore, nasce da tutta una serie ricchissima di eventi, iniziative, offerte, dichiarazioni, appelli, tra cui questa dichiarazione che si commenta da sé:
«Ilmiolibro è uno strumento per pubblicare un libro alternativo e rivoluzionario rispetto al ricorso ad un editore. Permette ad un autore di pubblicare un libro, restando titolare del copyright ed averne il pieno controllo creativo. Permette margini di guadagno ampiamente al di sopra della media del mercato editoriale. Permette a un autore di confrontarsi con i lettori come quasi mai accade nell’editoria tradizionale. Riteniamo che sia molto raro che un editore tradizionale possa rispondere alle esigenze di un autore meglio di quanto faccia ilmiolibro.it. Tuttavia ilmiolibro non è a priori contrario ai sistemi di pubblicazione tradizionali, a patto che siano vantaggiosi per gli autori che li scelgono. Crediamo che ci siano alcuni casi in cui un editore possa dare ad un libro una distribuzione più ampia e valorizzare un titolo e per questo motivo in alcuni casi possiamo decidere di esercitare azioni ed interventi per favorire il contatto tra gli autori ed editori interessati ad investire in modo serio, e senza costi per l’autore, nella valorizzazione di un’opera nata e scoperta sul sito. Ilmiolibro vuole essere il principale punto di riferimento italiano per gli scrittori, dando loro possibilità di emergere sul sito attraverso una pluralità di percorsi, strumenti e progetti.»
Io, lo sapete, non ho simpatia per il sistema editoriale italiano, non per presa di posizione, che sarebbe stupido, ma per i miei 30 anni di esperienza concreta in questo campo. Devo anche aggiungere che negli ultimi anni l’industria editoriale italiana è peggiorata in modo inimmaginabile, seguendo del resto gli altri mutamenti del paese. Ignoranza, arroganza, faziosità, poca educazione dilagano. Né mi verrebbe mai in mente di dire che un libro pubblicato da un editore, pur importante, abbia un qualunque valore solo per questo. Anzi. Visto cosa si pubblica e perché. Però, quando leggo parole come quelle succitate, dopo la risata mi viene anche il nervoso: “Ilmiolibro non è a priori contrario ai sistemi di pubblicazione tradizionale”… E ci mancherebbe pure! Per non parlare del fatto che loro eserciteranno in alcuni casi “azioni e interventi per favorire il contatto tra autori e editori interessati”.
Un altro aspetto antipatico del funzionamento di questo sito, è che si è subissati da messaggi di altri utenti che ti chiedono, senza mezzi termini e spesso nemmeno per favore, di scrivere una recensione al loro capolavoro e di dare il tuo voto, convinti che più numerosi saranno i commenti al loro libro, maggiore sarà la sua visibilità. Perché questo viene loro detto, ma la visibilità è solo all’interno del sito, dove il 99% degli utenti va per stampare il proprio libro, non per acquistare quelli degli altri, se non in rarissime eccezioni. Non è il caso di dire che in genere non rispondo nemmeno. Ma la curiosità mi ha spinta qualche volta a dare un’occhiata all’anteprima di queste opere e invariabilmente erano cose grottesche, spesso infarcite di grossolani errori di ortografia e peggio impaginate. Ed è purtroppo in persone così che si fomentano le maggiori illusioni.
Da parecchio tempo non andavo più sul sito, ma alcuni giorni fa mi arriva una mail in cui mi si dice che qualcuno ha lasciato un commento al mio testo. Ovviamente il mio profilo è sempre lì. Così mi sono incuriosita e sono andata a vedere. Ma mi attendeva una sorpresa: ora non posso più accedere al mio profilo o ad alcuno dei servizi (stampa delle copie ecc.) se prima non firmo questo:
Vale a dire che nel frattempo il semplice servizio di stampa si è trasformato in una vera e propria impresa che obbliga anche chi in passato si è iscritto senza firmare il tipo di contratto che ora viene proposto (ovvio, si presenta come un servizio di semplice stampa in cui io pago quello che tu mi stampi previa accettazione di alcune regole) a sottoscrivere un contratto-fiume di 23 pagine le cui norme sono imposte unilateralmente. Il che non sarebbe molto corretto né simpatico. Nessuno dovrebbe impedirmi di accedere a un mio account modificando le regole iniziali. Nella loro definizione di “Vetrina personale” (l’account) al punto 1, si parla di “Utente Registrato partecipante alla Comunità Virtuale del sito”. E se io non volessi partecipare alla comunità virtuale?
«Per gli Utenti già registrati il presente Contratto si applicherà all’Area Personale Utente, al Contenuto Utente, al Contenuto Utente Messaggi, al Materiale Utente, inclusi i Volumi, e ai Dati Utente, già acquisiti e presenti sulla Piattaforma.»
Ecco dunque come è stato risolto il problema. Con valore retroattivo.
Inoltre si dichiara successivamente che la società potrà modificare in qualunque momento le condizioni, i termini e le modalità di fruizione dei servizi, salvo il diritto di recesso dell’Utente. È probabile che questa clausola fosse già presente all’atto dell’iscrizione, ma ora non posso provarlo.
In genere, quando clicchiamo su “accetto”, nell’iscriverci a un qualche sito sul web, tendiamo a non leggere con attenzione i termini di quello che stiamo accettando. Anche perché è davvero molto raro che ci si trovi nella situazione in cui mi sono trovata io – e probabilmente altri utenti – nel non poter accedere al mio account, perché in genere le modifiche a un eventuale nuovo contratto non sono mai così radicali da vietare di accedere al sito se non si sottoscrive un nuovo accordo. Devo dire che è la prima volta che questo mi accade in 10 anni dacché uso il web.
Tuttavia, a questo punto, è di vitale importanza che chiunque si iscriva a ilmiolibro.it legga con attenzione il contratto e lo valuti molto bene, per non trovarsi poi a dover accettare norme con cui non concorda.
Questi sono i punti, nelle attuali condizioni di iscrizione, in cui la Società ilmiolibro.it precisa che potrà limitare o impedire l’accesso al proprio account o modificare i termini dell’accordo sottoscritto in ogni momento e in modo (neretto e sottolineature sono miei):
«7. MODIFICA DELLE CONDIZIONI E DEI TERMINI DEL CONTRATTO – MODIFICA DELL’OFFERTA
7.1 – La Società potrà modificare ovvero variare in qualsiasi momento le condizioni, i termini e le modalità di fruizione e di utilizzo di ciascun Servizio, per ragioni tecniche, commerciali e/o aziendali, fermo restando il diritto di recesso dell’Utente previsto al successivo art. 7.2.
7.2 – Le eventuali modifiche delle condizioni e termini del Contratto, ovvero della composizione dell’offerta dei servizi, che comportino variazione sostanziale del presente accordo in termini di limitazione o diminuzione dei diritti dell’Utente, verranno tempestivamente comunicate mediante pubblicazione di avviso all’interno del Sito ovvero mediante messaggio di posta elettronica inviato dalla Società all’Utente con ragionevole preavviso, e ciò al fine di consentire all'Utente di poterne prendere visione e di esprimere il proprio consenso mediante espressa accettazione, a mezzo di posta elettronica o altro mezzo, ovvero di fatto, mediante l'uso del Servizio successivamente alla avvenuta comunicazione delle modifiche ovvero delle integrazioni. L’Utente che non accetterà le modifiche avrà il diritto di recedere dal Contratto. Le modifiche che non abbiano gli effetti sopra descritti potranno essere liberamente apportate dalla Società in forza di un diritto che in virtù del presente Contratto le viene conferito.
7.3 – E’ facoltà della Società inserire nell’offerta di Servizi regolata dal presente Contratto ulteriori e diversi servizi rispetto a quelli sopra elencati. Gli Utenti riceveranno comunicazione degli eventuali servizi aggiuntivi mediante pubblicazione di avviso all’interno del Sito, ovvero eventualmente anche tramite messaggio di posta elettronica, ove saranno resi accessibili e disponibili i nuovi servizi.
8. MODIFICA, SOSPENSIONE O INTERRUZIONE DEI SERVIZI
8.1 – L'Utente prende atto e riconosce che ciascun Servizio è reso accessibile ed offerto dalla Società "as is" e "as-available" e, in generale, senza garanzia di compatibilità ad uno scopo - particolare e non - dell'Utente e, inoltre, senza alcuna garanzia in merito al fatto che ciascun Servizio corrisponda ai requisiti di altri analoghi servizi resi da altre imprese sul mercato e/o alle aspettative dell'Utente, nei limiti in cui ciò non contrasti con le vigenti disposizioni di legge.
8.2 – La Società si riserva il diritto di attivare, modificare, sospendere o interrompere in qualsiasi momento, per ragioni organizzative e/o commerciali, tutti e ciascuno dei Servizi e/o parte di essi, ovvero, comunque, di non autorizzare – a propria insindacabile discrezione e giudizio - l'utilizzo dell'account e/o della password, e ciò senza riconoscimento di alcun rimborso, indennizzo e/o risarcimento all'Utente e senza altresì che ciò produca effetti e/o conseguenze sulla esecuzione e sulla remunerazione dei Servizi di Hosting e di Stampa Personalizzata relativi a Transazioni concluse antecedentemente la modifica, la sospensione o l’interruzione dei Servizi.
8.3 – Resta inteso che la Società non sarà in alcun caso e per alcun motivo considerata responsabile nei confronti dell'Utente ovvero di terzi per la avvenuta modifica, sospensione, interruzione e/o cessazione dei Servizi.»
Dunque, a parte che io non ricordo di aver ricevuto alcuna comunicazione via e-mail in proposito e che da un po’ di tempo non accedevo al mio account, mi sono ritrovata a non aver più controllo sui miei dati personali. E per averlo sono costretta a sottoscrivere un contratto di 23 pagine che mi impegna a fare cose che mi rifiuto di fare. E che, soprattutto, non potevo prevedere – dato che sono state introdotte di recente – al momento della mia iscrizione.
Si ha un’alternativa: disattivare l’account mandando loro una mail.
Non sarebbe stato più ragionevole prevedere due tipi di contratto? Uno, più semplificato, con cui si possano richiedere solo i servizi di POD, e per chi volesse, a pagamento, un secondo tipo di contratto che offra servizi più numerosi e articolati.
Mi chiedo però, come mai per sottoscrivere il nuovo contratto, si ritiene di dover arrivare addirittura a impedire l’accesso al proprio account? D’accordo, la clausola che riguarda la libertà di ogni tipo di modifiche sarà stata presente anche al momento dell’iniziale sottoscrizione, ma se le modifiche fossero ragionevoli e fatte per favorire l’utente più che la Società, perché arrivare a questo?
Ma quello che mi ha lasciata basita è stata la Sezione IV DIRITTO DI OPZIONE (p.22-23 del complicatissimo contratto che ora sono costretta a firmare se voglio accedere al mio account e continuare a usufruire dei servizi):
«DIRITTO DI OPZIONE
17.1 – Per effetto del presente accordo, l’Utente attribuisce alla Società un diritto di opzione sui diritti di agenzia per la pubblicazione del Volume, attraverso qualsiasi canale, che sarà esercitato dalla medesima Società alle condizioni ed entro i termini di cui al comma che segue. La Società intende esercitare tale diritto esclusivamente al fine di promuovere gli autori maggiormente dotati e talentuosi in modo da favorire, per quanto possibile, la distribuzione e la diffusione dei loro Volumi attraverso canali diversi e ulteriori rispetto a quelli 22 di 23 previsti dal presente accordo e coltivare tale opportunità. In ogni caso, anche nel caso in cui la Società dovesse esercitare, alle condizioni di cui al comma 17.2, il diritto di opzione, gli Utenti saranno liberi di negoziare autonomamente contratti di edizione con gli editori di loro gradimento.
17.2 – All’interno della community si svolgono iniziative, rubriche e concorsi che si pongono l’obiettivo di segnalare opere rilevanti anche utilizzando i dati di vendita, i commenti, le recensioni e altre informazioni relative all’interesse della community verso una determinata opera. Nel caso in cui il Volume dell’Utente dovesse essere segnalato come rilevante all’interno di queste iniziative o dovesse essere oggetto di interessamento da parte di terzi nella prospettiva di una possibile pubblicazione, la Società potrà esercitare un diritto di opzione per le attività di agenzia in esclusiva che saranno, comunque, rese in favore dell’Utente a titolo gratuito.
17.3 – Il diritto di opzione sarà esercitato dalla Società entro 6 (sei) mesi dall’avverarsi delle condizioni indicate al precedente comma 17.2.
17.4 – Le attività di agenzia saranno in esclusiva della Società per la durata di 6 (sei) mesi dal momento in cui l’opzione sarà stata esercitata.»
Qui poi siamo ormai nell’assurdo:
«15.20 – Nel caso in cui l’Utente dovesse acquistare i Servizi di cui al presente articolo, egli accetta quale prestazione accessoria al Servizio di Hosting che, al fine di favorire la diffusione dei Volumi e dei contenuti ospitati nel Sito, siano rese disponibili gratuitamente alla Comunità Virtuale, fino a 30 copie del Volume in versione digitale integrale. La Società adotterà ogni ordinaria cautela ed accorgimento tecnico diretto ad impedire la disseminazione di copie oltre quelle previste dalla presente disposizione. Resta ferma l’applicazione dell’art. 10 del presente Contratto. Analogamente, per le stesse finalità, sarà resa costantemente disponibile a tutti gli Utenti, per l’esercizio della sola facoltà di lettura, una porzione del Volume in versione digitale pari al 15%».
Questa clausola è molto interessante, perché affermare che si tratta di una “prestazione accessoria al servizio di Hosting” dà di fatto loro il potere di disporre della mia opera e di diffonderla presso terzi che non conosco, pur non detenendone i diritti (cosa affermata ovviamente più volte nel contratto) e mi impone di accettarla, dando ad intendere che si tratta di un favore che io non avevo chiesto.
Dunque, in queste parole si ravvisa già un chiaro superamento del confine tra POD e pubblicazione a pagamento. Giacché nessuno fa nulla per nulla e se la Società si attiva tanto per favorire la diffusione dei volumi ospitati nel Sito, chiaramente gli scopi non possono essere solo a favore dell’utente, visto che nel contratto stesso si afferma che ciascun Servizio è offerto dalla Società "as is" e "as-available" e, in generale, senza garanzia di compatibilità ad uno scopo - particolare e non - dell'Utente” e di seguito “senza garanzia che ciascun Servizio corrisponda alle aspettative dell’Utente”.
A questo punto è importante rilevare che la clausola “as is” (letteralmente: “così com’è”) e “as available” (letteralmente: “nello stato in cui si trova”) ad esclusione cioè di qualunque forma di garanzia, si riallaccia alla normativa europea sulla compravendita fra privati, secondo la quale, includendo tale formula, si esclude ogni garanzia e anche il diritto di recesso. Difatti la legislazione vigente nell’Unione Europea prevede che anche i privati siano tenuti a dare delle garanzie sulla merce venduta, a meno che tale garanzia non sia esplicitamente esclusa al momento della vendita. L’esclusione di garanzia avviene tramite la formula “as is”. Come qui si legge. Ma, appunto, tale norma europea prevede un rapporto tra privati, che io sappia. Questa non è una Società?
Dunque: se non volessi che il mio volume fosse distribuito fra gli utenti? Se non fossi d’accordo? Non ho potere contrattuale e non posso depennare questa, come nessuna altra clausola.
La clausola successiva poi è ancora più assurda:
«15.21 – Indipendentemente da qualsiasi altro e diverso accordo che l’Utente dovesse stipulare con terzi, egli si impegna a mantenere sul Sito, per tutte le finalità previste dal presente Contratto (lettura, commenti, vendita) il Volume per un termine minimo di 10 mesi dall’avvio dal caricamento del Volume sulla Vetrina.»
In sostanza mi obbligano “indipendentemente da qualsiasi diverso accordo con terzi” (mettiamo che un editore acquisti i diritti della mia opera e dunque non è il caso di tenerla sul sito, anzi, non potrei) a tenere sul sito l’opera per 10 mesi? Va contro i miei interessi se nel frattempo un editore si dimostra interessato a pubblicarmi l’opera.
Ora, mi chiedo: questo è ancora un semplice servizio di POD? Sono libero di scegliere solo un servizio di POD, o devo accettare tutto il pacchetto? O qui stiamo parlando di un vero e proprio contratto con clausole che hanno tutta l’aria di essere vessatorie? Passibile di chissà quante altre modifiche? Quanti di quegli sprovveduti che ora sono o andranno sul sito se ne renderanno conto? Io immagino che la Società in questione, data la mole immane di futuri scrittori che si è trovata a gestire e che probabilmente aumentano, si sia non solo messa al riparo da qualunque contestazione, ma abbia visto delle magnifiche opportunità di crescita imprenditoriale, con la “collaborazione” della Holden. In questo caso, tanto di cappello! Forse però è il caso di stare molto, ma molto attenti.
Non sono un legale e non riesco ancora a vedere fino in fondo tutte le implicazioni di questo contratto di 23 pagine (23 pagine?!). Un normale contratto con un editore è di 5-10 pagine al massimo. Qui ce ne sono 23 e tutte fitte.
La cosa non mi piace e mi è parso doveroso segnalare la trasformazione de ilmiolibro da innocua POD a vero e proprio editore a pagamento, con la differenza che prima si pagava solo per stampare le proprie copie sulla base dell'accettazione di alcune semplici (o così potevano apparire) regole, ma da un po’ di tempo a questa parte si è costretti invece a firmare un accordo vincolante e capestro se si vuole accedere a qualunque servizio o seguitare a usufruirne.
Francesca Diano
Francesca Diano è storica dell'arte, studiosa da oltre 20 anni di tradizioni orali e folklore irlandese e traduttrice letteraria dai primi anni 80. Ha collaborato, come consulente editoriale e traduttrice con Cappelli, Fratelli Fabbri, Corbo&Fiore, Neri Pozza, Donzelli e Guanda. Fra i suoi autori, Thomas Crofton Croker, Susan Vreeland, Sudhir Kakar, Pico Iyer, Themina Durrani, Uzma Khan, Kushwant Singh, e molti altri ed è la traduttrice italiana ufficiale di tutte le opere di Anita Nair.
Ha vissuto a lungo a Londra e in Irlanda, ha insegnato Arte Italiana all'Istituto Italiano di Cultura di Londra e presso l'Università per Stranieri di Perugia. Ha inoltre insegnato italiano all'University College di Cork, dove ha anche tenuto delle lezioni pubbliche sull'arte italiana contemporanea e ha condotto ricerche approfondite sul folklore irlandese.
Ha pubblicato saggi e articoli e collaborato a riviste e quotidiani. Scrive poesie, racconti e romanzi. Attualmente sta lavorando al suo secondo romanzo e a una raccolta di racconti.
Vi invitiamo a firmare i vostri commenti con nome e cognome come da regolamento di questo blog.
Redazione Scrittori in Causa.
Ho sempre detto che l'editoria italiana è un regime fascista legalizzato. Ora grazie a questo splendodo articolo ne ho la conferma
RispondiEliminaMichael Rigamonti
Grazie Michael. Purtoppo è così, e non solo il mondo dell'editoria. E' davvero sconsolante constatare che, per quanto non ci si voglia abbattere, per quanto si voglia continuare a lottare e credere in una fondamentale buonafede dell'uomo, ci si scontri costantemente con quellli che Totò aveva definito "caporali". Ma l'importante è non stare zitti.
RispondiEliminaFrancesca Diano
http://emiliashop.wordpress.com/
Infatti Michael:
RispondiEliminaquando Francesca ci ha mandato il resoconto della sua vicenda, la prima cosa che abbiamo pensato è che si trattasse di un arbitrio illegale da parte de Ilmiolibro. Ma per controllare ed essere sicuri fino in fondo di quello che avremmo scritto e pubblicato su questo blog, siamo andati sul sito de Ilmiolibro, abbiamo provato ad iscriverci come se avessimo un libro da stampare, e siamo andati avanti finché non ci si chiedeva di accettare i "termini di servizio". A quel punto, anziché accettare, siamo andati a leggerceli per bene questi termini di servizio, e abbiamo trovato la clausola di cui sopra, e cioè (repetita iuvant):
«La Società potrà modificare ovvero variare in qualsiasi momento le condizioni, i termini e le modalità di fruizione e di utilizzo di ciascun Servizio, per ragioni tecniche, commerciali e/o aziendali, fermo restando il diritto di recesso dell’Utente.»
Quindi, l'amara conclusione a cui siamo giunti è che non si trattava di arbitrio illegale, ma di arbitrio legale, esplicitamente dichiarato nei termini di servizio de Ilmiolibro.
In pratica è come se ci fosse scritto: tu accetta queste condizioni che poi noi tanto le cambiamo come e quando ci pare. Complimenti. Ci mancava solo che aggiungessero in coda alla clausola un bel "MARAMEO!".
Carolina Cutolo
Scrittori in Causa
è un panorama terribile quello che si sta delineando. la piccola editoria sta morendo. la grande si sta arroccando nei suoi palazzi del potere e pretende di fare le regole per tutti e imporle a chiunque, quindi o stai dentro o stai fuori, o impari ad essere intrallazzino ed emergi oppure sei finito. in questo modo presto prevarrà il metodo alla mondadori, tutti i generi letterari che non rendono economicamente saranno presto esclusi o limitati a delle nicchie di mercato talmente ristrette da essere nulle, invisibili, inefficaci (io parlo per me, che scrivo poesia, ma immagino che pure un gadda farebbe fatica oggi a pubblicare un libro in italia). a breve si avrà un appiattimento totale del panorama letterario del paese, un pò com'è successo alla musica popolare o a molto nostro cinema degli ultimi anni. poi le blblioteche chiudono, tagli continui a scuola e cultura. insomma ci stiamo preparando ad allevare nel modo migliore un popolo di capre, ovvero i nostri figli.
RispondiEliminaantonio lillo
http://toniorasputin.blogspot.com/
Ringrazio Francesca per questo racconto e per aver trovato altri "marameo" dentro l'editoria italiana. e capisco l'amarezza di Antonio. Ilmiolibro è marchiato Gruppo Espresso e Feltrinelli lo appoggia e lo incoraggia. Editori che ti davano garanzia di prestigio perchè hanno una storia alle spalle. Storia che anzichè fare da faro per un percorso, diventa strumento di inganno. é una cosa deprimente.
RispondiEliminaSimona Baldanzi
Scrittori in Causa
Prima di tutto ringrazio Scrittori in Causa per aver ospitato generosamente questo post. Constato, con amarezza, anche dai commenti, come una circostanza come quella da me riferita - apparentemente di poca rilevanza - sia invece un indice preoccupante di una situazione più generale. L'albero si vede dai frutti infatti. E se punti di riferimento, come dovrebbero essere nomi importanti dell'editoria italiana, editori che hanno fatto la storia e la cultura nel nostro paese, danno segnali di questo tipo, le considerazioni che ne derivano non fanno molto ben sperare.
RispondiEliminailmiolibro.it non è certo l'unico a offrire servizi di POD e la concorrenza si fa sempre più accesa. Ce ne sono tanti di diti che offrono solo questo servizio, senza per questo dover forzatamente sottoscrivere altro, se non per libera scelta.
Si può anche capire come, di fronte a un campo commerciale di questo tipo - già individuato da anni negli Stati Uniti e solo di recente scoperto da noi - si cerchi di sbaragliare la concorrenza offrendo tutta una serie di opzioni e specchietti che attirino clienti. Però, se qualcuno mi dice: "o accetti le regole che io ti impongo, presenti e future, a mia unica discrezione, che deciderò io di cambiare quando e come voglio, anche se non fossero di tuo gradimento, o smammi" e mi chiede pure di pagare, ci penso due volte e vado altrove. Magari dove mi permettono di usare solo il servizio di POD, senza aggiungerci l'attrattiva del crisma di una casa editrice storica, che, a differenza di questo tipo di imposizioni, s'era distinta per la libertà di pensiero dei suoi autori, o di un nome come la Holden, che però ci ricava i suoi bei vantaggi. Suggerire tra le righe a uno sprovveduto che, pagandosi la réclame sui siti del Gruppo, partecipando a concorsi interni al sito ecc. acquisterà visibilità e magari diverrà uno scrittore di successo, può ingenerare molte frustrazioni e delusioni.
E' anche triste vedere come nell'editoria, analogamente a quanto accade in ogni altro campo, ci sia un atteggiamento da squali e che gli editori siano gente da cui ci si deve difendere, che aver a che fare con loro sia come camminare in un campo minato.
Se poi il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi, non ci si deve meravigliare.
Francesca Diano
http://emiliashop.wordpress.com/
Da quel che ho letto, e se non ho preso un abbaglio o mancato qualche passaggio, credo che le condizioni contrattuali qui riportate siano tutte da considerarsi clausole ONEROSE (art.1341 del Codice Civile) e in quanto tali richiedano un'apposita sottoscrizione per iscritto, clausola per clausola, a pena di inefficacia delle stesse, indipendente dalla sottoscrizione del contratto in generale.
RispondiEliminaLa questione andrebbe approfondita, ma è anche possibile che gli utenti di ilmiolibro.it vengano considerati consumatori. In tal caso, queste clausole sarebbero evidentemente VESSATORIE (art.33 Codice del Consumo) e quindi nulle. Sempre in questo caso, oltre ad agire individualmente, sarebbe possibile ricorrere alle associazioni dei consumatori, in modo tale che queste clausole vengano bandite definitivamente da contratti di questo tipo.
Ciao
Marco Battaglia
@Marco
RispondiEliminaGrazie, speravo infatti che qualcuno potesse individuare gli aspetti poco corretti, se non illegali, di un simile contratto. Che molte delle clausole siano di tipo vessatorio l'ho infatti scritto. Quello che dici a proposito del fatto di considerare gli utenti dei "consumatori" mi parrebbe potersi evincere - se non sbaglio - da quella clausola che si riferisce ai servizi offerti secondo la formula "as is", che si riferisce alla compravendita fra privati. Quello che appare immediatamente è l'estrema complicazione del contratto, il che mi insospettisce. Che senso ha una cosa del genere per un semplice servizio di stampa? Sarebbe interessante sentire un'associazione dei consumatori per vedere fino a che punto questi de ilmiolibro approfittano dell'ansia di molti ingenui di vedere il proprio nome su una copertina. Ma, sia che si tratti di clausole onerose che vessatorie, resta comunque un assurdo pretendere che uno firmi un contratto praticamente in bianco!
Francesca Diano
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Avevo postato anche questa seconda parte del contratto, non so se si riferisce all'accettazione singola delle varie clausole onerose. Non è molto chiaro
RispondiEliminahttps://login.kataweb.it/registrazione/libri/ApprovazioneArticoli.pdf
guardate il link di seguito cosa dice
http://demostene.myblog.it/archive/2010/06/30/regolazione-del-mercato-e-protezione-dei-contraenti-deboli.html
Immagino che questa gente, dato il potere che ha alle spalle, non si lasci colgiere impreparata e magari ha previsto anche il modo di evitare il problema indicato da Marco. Se così fosse, certo che questo contratto è demoniaco. Altro che "se l'ahi scritto va stampato". Se l'hai firmato ti sei inguaiato! Io non ho mai visto una cosa del genere... mi fa impressione.
Francesca Diano
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Ma che bello questo blog! Non lo conoscevo!
RispondiEliminaFrancesca Diano
Perché è appena nato!
RispondiEliminaBenvenuta Francesca
Carolina
Grazie Carolina, mo' lo aggiungo al mio blog! E buona domenica
RispondiEliminaFrancesca
Non capisco perché non sia venuto il mio nome nel post qui sopra... sono una frana! Riprovo
RispondiEliminaFrancesca Diano
Vi comunico che su Facebook una persona mi ha ringraziata per avergli aperto gli occhi su ilmiolibro! Almeno il post serve a qualcosa!
RispondiEliminaFrancesca Diano
Una notizia che ci fa piacere, aprire gli occhi e tenerli aperti è fondamentale e non sempre è facile.
RispondiEliminaCarolina Cutolo
Non mi stupisce su ilmiolibro, un'iterfaccia scomoda, scuola Holden e i suoi "fantastici" corsi e la promessa laFeltrinelli, altro che mettermi a ridere.
RispondiEliminaIn Italia non cambierà mai niente fin quando si vorranno fare soldi sulle spalle degli altri invece di guadagnarli con un prodotto serio e convincente, l'ISBN italiano è certo allettante ma CARO e queste clausole ACCESSORIE confermano l'alone poco chiaro del sito in sé.